La lettura in merito allo studio sullo stress è molto ampia e variegata, in quanto in passato lo stress era visto come una risposta, in altri casi come uno stimolo, mentre recentemente si parla di processo, ossia quello che scaturisce tra l’interazione di stimolo e risposta.

Prima di indagare ulteriormente, è giusto far presente che le reazioni di stress non sono in assoluto negative o dannose per la persona, anzi, a certi livelli lo stress è necessario per portare a compimento la performance nel migliore dei modi. È utile alla motivazione, al cambiamento.

Quando invece lo stress diventa ingestibile e crea una vera e proprio paralisi dei comportamenti dell’individuo, allora possono determinare conseguenze negative.

Gli approcci che si basano su risposta o stimolo erano incompleti perché il primo non teneva in considerazione le influenze dell’ambiente, mentre il secondo indagando su quest’ultimo non considerava che le differenze individuali possono determinare reazioni diverse alla medesima situazione.

Lo stress lavorativo può essere considerato come l’intero processo attraverso cui le persone percepiscono e interpretano il proprio ambiente di lavoro in relazione alle proprie capacità di farne fronte.

Una situazione può essere stressante perché è la persona stessa che la valuta come tale, attribuendo allo stimolo una connotazione negativa, dannosa. Quindi questo mette in evidenza come esista una parte altamente soggettiva di quello che consideriamo minaccioso.

Il secondo passaggio invece è rappresentato dalla stima della capacità soggettiva di affrontare la situazione. Sono queste due valutazioni a essere alla base dello stress. Pertanto, affinché si sfoci nello stress la persona deve ritenere la situazione minacciosa e valutare che non ha sufficienti risorse per fronteggiare la situazione e gestirla.

Nel processo di stress si possono distinguere tre fasi:

  • Gli antecedenti: sono gli eventi in cui una persona si imbatte che nel mondo lavorativo possono essere relativi all’organizzazione e alla nostra persona. Fonti di stress possono essere le relazioni lavorative, la natura del lavoro svolto, il sovraccarico, la mancanza di controllo sul processo lavorativo, l’incertezza sul futuro lavorativo, il conflitto tra vita privata e lavoro, inadeguatezza tra lavoro svolto e la paga ottenuta.
  • Le reazioni: sono le risposte fisiche e psicologiche degli individui. Lo spettro è ampio e va dalle reazioni emotive, come irritabilità e depressione, a quelle cognitive, come una difficoltà a concentrarsi, ad apprendere o a memorizzare.
  • Gli effetti: sono le conseguenze sullo stato di salute. Possono insorgere disturbi e malattie come quelle cardiache, aumento di peso, dolori muscolari, problemi alla vista, insonnia, raffreddori, vulnerabilità all’influenza.

Possono insorgere problemi di natura comportamentale con un abuso di alcool e droghe. Le conseguenze sul piano psicologico possono determinare stati ansiosi, depressioni.

Le reazioni allo stress sono individuali ma quando le conseguenze negative sono dirette all’organizzazione sono definiti effetti organizzativi e quelli più noti sono: assenteismo, alto turnover, ridotta produttiva, errori e infortuni.

Fabiana

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