Il Natale mi ha sempre fatto pensare alla famiglia. Tutti riuniti a tavola a tentare di raggiungere con dignità l’ultima lontanissima portata, costi quel che costi. Ma Natale non è solo il giorno di Natale. Inizia già a novembre, quando le strade si riempiono di luci e i negozi di decorazioni natalizie. Allo stesso modo le tradizioni italiane che riguardano questa splendida festività, sono distribute per tutto il lungo periodo che avvolge il 25 dicembre!

Le tradizioni italiane riguardanti il Natale hanno costruito nel tempo quella che è la nostra idea di questa splendida festa. Il sentimento che lo accompagna è fatto di colori, odori, sapori che la storia si porta dietro da tantissimo tempo. E disseminate per il territorio italiano vivono tradizioni immortali che ci aiutano ad immergerci nell’atmosfera e a conoscere sempre nuove interessanti abitudini popolari. Ed è questo l’Italia:  un bellissimo mosaico di colori e tradizioni popolari tutti da scoprire!

Il viaggio, ve lo preannuncio, non sarà breve. Ma di attraversare l’Italia regione per regione, ve lo assicuro, ne vale davvero la pena!

Dal nord dello stivale arrivano tante interessanti tradizioni italiane, immersi nella neve e nel freddo che dipinge bene questa atmosfera natalizia!

Tradizioni italiane

Valle d’Aosta. Decisamente il Natale che ci aspettiamo, con la neve, il freddo e la montagna, ma non è solo questo! Le tradizioni italiane, qui in Valle d’Aosta, si fanno ben riconoscere. La splendida regione che ogni anno attira un turismo invernale considerevole, per Natale riempie le strade di mercatini e soprattutto presepi. Il presepe vivente in Val d’Aosta, come nella maggior parte del territorio italiano, è una tradizione antica, che dura da tantissimi anni, centinaia di anni! Il personaggio di Gelindo, in particolare, è narrato a tutti, dai grandi ai più piccini. Si tratta di quello che si ipotizza sia stato il primo pastore giunto alla grotta della Natività, attorno al quale, quindi, vengono spesso costruiti i presepi, viventi e non. Insieme a questi, canti popolari e le specialità gastronomiche della Valdigne fanno da scenario al Natale Valdostano!

Piemonte. Anche qui, tra novene e canti di Natale, tra presepi e mercatini, si racconta del personaggio di Gelindo. Da un antico copione seicentesco, nel Monferrato va in scena una commedia che vede protagonista questo contadino proprietario della capanna in cui nacque Gesù. Per alcuni piemontesi, dunque, a dare l’accoglienza a Gesù, non fu un pastore ma un agricoltore. Il nome è sempre lo stesso, a cambiare è la storia che gli gira attorno. Da tradizione ogni anno si svolge la Sfilata dei Pastori, o Pastour come dicono in dialetto, che rendono grazia al neonato Gesù con dei canti in dialetto alessaendrino!

Il cibo al centro delle tradizioni italiane natalizie!

Lombardia. Non puoi dire Lombardia se non dici Panettone! Tra le più amate tradizioni italiane c’è proprio lui, lo splendido dolce lombardo. Si dice sia stato inventato per puro caso. Il garzone di un fornaio aggiunse al pane uova, burro e frutta candita per rendere la pietanza più calorica e dunque più adatta all’inverno. Ma la Lombardia non è fatta solo di burro e canditi! Milano rompe gli schemi in tema di albero di Natale. Mentre tutta Italia si dedica al suo allestimento giorno 8 dicembre, Milano gioca di anticipo. Il giorno deputato all’allestimento dell’albero di Natale è il 7 dicembre, festa del santo patrono, Sant’Ambrogio! Tra una pista di pattinaggio e un giro in battello con Babbo Natale, Milano accoglie le feste in gran stile!

Le Tradizioni italiane natalizie si arricchiscono ancora di più quando ci avviciniamo al confine con altre culture!

Tradizioni italiane

Trentino Alto Adige. Qui le tradizioni italiane si mescolano a quelle al di là del confine! Le usanse sono tante e ben radicate. Tra le più singolari c’è Klöckeln. Si tratta di una usanza molto antica. Pensate, parliamo de XVI secolo e ad oggi è arrivata invariata! La parola deriva da klopfen e Glocke, rispettivamente bussare e campana.

Si svolge nei tre giovedì dell’Avvento e coinvolge un gruppo di persone che con maschere fatte a mano, costumi, strumenti musicali originali, vagano di casa in casa. Seguono i Zussler, la sposa e lo sposo, e facendo un gran baccano bussano alle porte per raccogliere offerte in cambio delle quali vengono intonati antichi canti. Altra tradizione affascinante del Trentino è la corona dell’Avvento. Si può comprare o fare in casa. Si tratta di una corona di rami di abete o di vite intrecciati con 4 candele che indicano le domeniche dell’Avvento. Ogni domenica viene accesa una candela fino ad arrivare a Natale!

Nelle tradizioni italiane convivono sacro e profano!

Friuli Venezia Giulia. Qui le tradizioni italiane in tema natalizio si dividono tra “sacro e profano” tra cattolido e pagano dove però queste ultime sono state ormai abbracciate anche dalla chiesa cattolica. L’usanza religiosa vede la regione intera immersa in canti, novene e cortei. I ragazzi della stella, in particolare, riempiono le strade del Friuli in un corteo dove ragazzi vengono guidati da una stella che simboleggia la Natività. Anche qui vanno di porta in porta ricevendo dolcetti e frutta secca come ricompensa. Tradizione che affonda le sue radici nella cultura pagana è invece il Nadalin. Accolta dalla chiesa cattolica per i sentimenti di famiglia e amore che si porta dietro, coinvolge tutta la famiglia dai più grandi ai più piccini.

In cosa consiste? Il Nadali è un grande ceppo di legno di quercia, faccio o gelso, scelto durate l’anno e fatto stagionare a lungo. L’usanza vuole che il ceppo sia posto nel focolare allo scoccare della mezzanotte della vigilia di Natale. A mettere il ceppo deve essere il più giovane della famiglia, mentre il più anziano ha il ruolo di controllare che il ceppo duri a lungo. Più dura il ceppo più fortuna si avrà. Addirittura si spera di farlo durare per la notte di capodanno o persino fino all’Epifania. La tradizione vuole infine che le ceneri vengano poste ai quattro angolo della casa per proteggere la famiglia dagli spiriti malvagi.

Da qualche parte, in giro per l’Italia, Babbo Natale perde il primato dei doni natalizi!

Tradizioni italiane

Veneto. In questa splendida regione ricca di storia, infatti, a portare i doni non è Babbo Natale bensì Santa Lucia. L’usanza risale al 1200 quando si diffuse un’epidemia che colpì principalmente la vista dei più piccoli. Le mamme che portavano in pellegrinaggio i bambini verso la santa protettrice della vista promettevano loro dei doni per convincerli alle fatiche del viaggio. Così in veneto, nella notte tra il 12 e il 13 Santa Lucia porta tanti doni ai più piccini!

Liguria. Non dire Natale senza dire Alloro! Da sempre simbolo indiscusso del Natale per il suo significato di vita eterna e di nuova vita. L’alloro originariamente veniva persino usato al posto dell’albero di Natale. Un ramo da decorare e da sfoggiare in casa. Lo troviamo anche nei dolci tradizionali come il pandolce (preparato come da tradizione durante la vigilia di Natale) e sul focolare, il cui ceppo durava fino alla notte di Capodanno! Ancora oggi l’alloro è infatti la tipica pianta natalizia genovese coe simbolo beneaugurante!

Tradizioni italiane nel Centro Italia!

Emilia Romagna. Qui le tradizioni sono certamente per i più ghiotti. Insieme a mercatini, presepi e decorazioni tipiche natalizie, si fanno spazio dei buonissimi piatti tipici come il famoso panone di Natale. Fatto con mostarda di Bologna, i fichi secchi ed il miele, tutti prodotti nelle campagne dell’Emilia Romagna. Un dolce fatto in casa da aggiungere ad una tavola ricca di buonissime pietanze tipiche della bella regione. Ma insieme al cibo non mancano le tradizioni che arricchiscono le strade di luci e persone di tutte le età! Nel Cesenatico, per esempio, vive un presepe del tutto singolare: formato da antiche e coloratissime imbarcazioni dell’alto e medio Adriatico!

Marche. Nel periodo natalizio non possono mancare mercatini tipici e fiere. Ci sentiamo rassicurati dalla loro presenza, una costante necessaria nelle nostre feste. Ma se ci sembrano bene o male tutti uguali cambieremo idea vedendo quelli delle Marche! La Candelara si svolge in un piccolo borgo nel pesarese. Una fiera natalizia viene allestita e dedicata esclusivamente alle candele. Per l’occasione le luci della città si spengono e ad illuminarla sono tantissime candele che dipingono un’asmosfera incantata per le vie del borgo. Una suggestione da vivere sicuramente di presenza e che oltre ad essere bellissima è senz’altro ecofriendly!

Il fuoco nelle tradizioni italiane natalizie

Tradizioni italianeMolise. Le tradizioni italiane qui di fanno… roventi! Il fuoco primeggia in ogni evento, a partire dalla ‘Ndocciata, evento tipico molisano dove con l’arrivo della resa centinaia di portatori di tutte le età accendono delle grandi torce (le ‘ndocce) camminando lungo la strada principale del paese che diventa quindi un fiume di fuoco. Queste vengono portate in piazza per accendere un grande falò. Da tradizioe avviene il 24 dicembre ma in alcuni paesi anche l’8 dicembre! La Faglia è un’altra tradizione molisana dove le “ndocce” sono sostituite da un unico grande cero fatto di canne secche alto quasi 13 metri, trasportato in spalla da circa 40 persone.

Abruzzo. Anche qui a fare da protagonista è il fuoco! Un ceppo veniva messo da parte e fatto ardere la notte di Natale fino a quella di capodanno senza far spegnere a fiamma. Il ceppo, chiamato in dialetto “tecchia” simboleggiava l’anno che volge al termine. Un’altra usanza legata al fuoco si svolge nel borgo di Tufillo. Simile alla Faglia, in questo caso un tronco lungo fino a 20 metri al quale vengono aggiunti piccoli tronchi, viene fatto bruciare nela piazza della chiesa di Santa Giusta. Un Natale caldo, dove il fuoco ha un ruolo predominante in tutto il Centro Italia!

Toscana. Le tradizioni italiane legate al fuoco raggiungono la provincia di Lucca. Durante l’anno vengono raccolti rami e arbusti ricavati dalle fasi di pulitura del sottobosco, in particlare fatte durante l’autunno. Tutto il legname ricavato viene raggruppato in imponenti costruzioni che possono superare anche i 10 metri poi fatte bruciare la vigilia di Natale! Questi, bruciando tutta la notte, si dice illuminino la strada al Bambino Gesù!

Vi ricordate l’albero più alto del mondo?

Umbria. La regione che diede i natali a San Francesco d’Assisi sente le festività natalizie in modo molto profondo! Le strade si riempiono di presepi viventi e alberi di Natale. Il più grande albero di Natale del mondo è proprio in Umbria! Date un’occhiata qui per scoprire tutto di questa usanza!

Lazio.  Non possiamo ignorare a presenza delo stato Vaticano nella regione dove forse il lato cattolico del Natale si fa più vivo. La Santa Messa fatta proprio dal Papa è forse l’emblema delle feste natalizie a Roma. Ma qui le feste natalizie iniziano come in tutta Italia già dall’8 dicembre, con la festa dell’Immacolata che prevede festeggiamenti in piazza, omaggio ai Vigili del Fuoco e il concerto della Banda Musicale della Polizia in Piazza di Spagna. Tra feste e bancarelle sparse per tutta a regione, la festa più amata dei bambini è l’Epifania, in occasione della quale Piazza Navona diventa un luogo incantato ricco di giostre e bancarelle!

Viaggiamo fino a raggiungere il Sud Italia dove tra usanze e tradizioni popolari il Natale esplode di colori!

Tradizioni italiane

Campania. Impossibile non citare i presepi campani! Tradizione della regione è infatti allestire dei presepi dove insieme al sacro convive il profano! Statuine raffiguranti personaggi famosi, politici e del mondo dello spettacolo passeggiano davanti alla grotta della Natività. La tradizione è tanto radicada nella regione tanto da esistere una via (via San Gregorio Armeno)piena di botteghe di artigiani che realizzano le statuine durante l’anno per venderle soprattutto nel periodo natalizio. A Salerno esiste inoltre un’altra tradizione, quella delle Luci d’Artista. Si tratta di una mostra a cielo aperto di luminarie tematiche, il quale tema viene cambiato di anno in anno! Altra tradizione tramandata ormai da pochi è quello che vede le nonne “guaritrici” insegnare alle nipoti l’arte del far passare il mal di testa.

Basilicata. La vicinanza con la Campagnia è testimoniata dall’arte del fare i presepi che anche qui vive come un’ardente tradizione. Tanti sono gli artisti e gli artigiani che si dedicano alla loro costruzione. In particolare nel “paese dei presepi”, Castronuovo di Sant’Andrea, 15 grotte del centro storico ospitano 15 differenti natività. Insieme a questi le tradizioni più radicate sono quelle delle novene natalizie e dei falò di Natale che bruciano fino all’Epifania! Ed è in questo giorno che è consigliato a tutti i turisti un particolare giro, quello in mongolfiera! Tra i Sassi di matera sarà possibile godere di un panorama mozzafiato.

Nel tacco il presepe si fa monumentale!

Puglia. Come in tutta Italia, grande protagonista è il presepe, insieme alla tavola. Tradizione che viene dal 1800, per cui vengono realizzati i componenti del presepe in gesso, terragotta e carta pesta. In particolare Lecce fa le cose in grande. Dentro all’anfiteatro romano viene allestito un presepe monumentale! Qui vengono raffigurati anche i tipici paesaggi della Puglia con rappresentazioni fedelissime e statue realizzate con i metodi antichi.

Calabria. Qui le tradizioni italiane culinarie si fanno rigide. Il numero di portate durante la Vigilia è fissato da tempo: sono 13, dal primo fino al dolce! Ma non c’è solo cibo. Presepi viventi itineranti, lungo sentieri con figuranti in costume accompagnati da animali e presepi messi in scena da attori che accompagnano dall’Annunciazione dell’arcangelo Gabriele fino al discorso denuto da Gesù sul monte delle batitudini!

Siamo arrivati alle Isole ed è già quasi Natale!

Sicilia. Qui le tradizioni italiane legate al Natale sono fortemente legate alla sfera religiosa. Borghi medievali diventano presepi viventi, dove per le vie i cittadini diventano attori per una notte inscenando contadini, pastori, gente dell’anno in cui nacque Gesù. Tutto contornato da novene in dialetto siciliano, canti di Rosa Balistreri e il suono inconfondibile delle Zampogne. I ceramisti del luogo esprimono la loro arte nei presepi, come a Caltagirone e a Santo Stefano di Camastra, famose proprio per l’arte di lavorare la ceramica. Anche qui il fuoco rimane come tradizione, in pochi paesi della regione. I Falò accesi davanti alle chiese provengono da antiche tradizioni pagane che ormai sono state adottate anche dalla religione cattolica. In particolare ad Acireale è usanza riunirsi attorno a questo focolare cittadino.

Sardegna. Con questa splendida isola finisce il nostro viaggio natalizio lungo le regioni italiane. Chiudiamo queste tradizioni con un senso profondo di famiglia. “Sa nott’è e xena” ovvero “la notte calda”. Non c’entrano falò, torce e candele, si parla del calore del nucleo familiare, riunito finalmente a Natale dopo lunghe assenze legate alla cultura agropastorale. Tradizione antica era quella di ridipingere le pareti attorno al camino, ingrigite dal suo fumo. Anche qui cattolicesimo e paganesimo si incontrano, attorno ad una notte che ha note variegate. La messa di mezzanotte “Sa miss’è Puddu”, la messa del primo canto del gallo, ha punti di incontro con la tradizione catalana. Anticamente inoltre le donne in gravdanza usavano questa notte per compiere riti magici propiziatori per il nuovo nascituro.

Il viaggio è stato lungo ma di scoprire le stradizioni antiche e moderne del nostro stivale ne vale la pena. Adesso è arrivato il momento di andarle a vivere di persona!

Alessia Di Maria

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