Forse avremmo tutti preferito un’avversaria differente per quest’ultima partita della competizione europea, che speravamo arrivasse più tardi possibile; forse, perdere con la Germania dopo essere arrivati ai rigori e vedere persino Muller sbagliare dagli 11 metri, non è proprio quel che ci si aspetta.

Foto d LaStampa.it
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Ma siamo qui, all’indomani di quella fatidica “ultima partita” che ci vede fuori dalla competizione. Battuti proprio da lei, la nazionale tedesca, che almeno fino ai prossimi mondiali si terrà la millantata coppa di un torneo a parte, di una gara, quella tra queste due nazionali, che costituisce una realtà isolata. Come se si aprisse un nuovo gioco quando gli undici di una e gli undici dell’altra entrano in campo e parte il fischio d’inizio. A questo giro è stata la Nazionale Italiana a trovare la sconfitta, ma la squadra esce a testa alta da una competizione che l’ha vista aggressiva, affamata, lucida e passionale, fatta eccezione per qualche episodio che forse ha segnato la fine di questo bel sogno.
Persino la casualità del numero 17 aveva contribuito a far credere che quel che stava succedendo aveva qualcosa di magico, che era possibile, anche se come sempre si partiva da scetticismi e delusioni a priori. Si potrebbero dire tante cose: un arbitraggio che ha fatto acqua sin dai primi gironi; scelte di formazione dubbie che vedevano giocatori sopperire nei contrasti fisici; una formazione stremata che non chiamava il cambio probabilmente solo per la voglia di esserci; le forze fresche che arrivano tardi; i rigori che arrivano come non dovrebbero mai arrivare.
“Nino non aver paura di tirare un calcio di rigore, non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore…” ma se li ricorderanno sicuramente per il resto della loro carriera. Forse meno Zaza, che in fondo ha l’unica colpa di essere sceso in campo troppo tardi per poter entrare mentalmente in partita ed eseguire un rigore perfetto, e che ha osato un tiro alto, all’angolino, che sarebbe stato inarrivabile, e invece ha fatto male i conti; ma chi ha fatto la figura più misera è stato Pellè, che ha sfidato prima la pazienza di Neuer, annunciando un “cucchiaio” con spavalderia per poi eseguire un tiro a dir poco ridicolo, basso, debole, fuori dalla porta. Ma ci ha provato anche lui, per 120 minuti, a correre affannosamente in campo per guadagnarsi quel vantaggio che avrebbe mandato avanti la squadra. Si potrebbero dire tante cose ma vince chi segna di più e l’Italia non ha segnato più della Germania. Ciascuno di loro ha speso in campo sudore, sangue, forza e determinazione. Ciascuno di loro se l’è giocata finché era possibile tentare. Ciascuno di loro ci ha donato emozioni che solo la Nazionale Italiana riesce a donare.
Perciò buon rientro ragazzi e buon viaggio Mister Conte! Continuo ad esser convinta che la Nazionale Italiana sta lasciando andare un ct che andrebbe trattenuto con determinazione.
Ad ogni modo…
Forza Azzurri!
Ci vediamo tra due anni… destinazione mondiali!

Alessia Di Maria

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