«L’humour è l’antidoto per tutti i mali. Credo che il divertimento sia importante quanto l’amore. Alla fin fine, quando si chiede alla gente che cosa piaccia loro della vita, quello che conta è il divertimento che provano, che si tratti di corse di automobili, di ballare, di giardinaggio, di golf, di scrivere libri. La vita è un tale miracolo ed è così bello essere vivi che mi chiedo perché qualcuno possa sprecare un solo minuto! Il riso è la medicina migliore» H.D.A.

Qualcuno di voi ricorderà Patch Adams, il film diretto da Tom Shadyac, con protagonista Robin Williams. Il film racconta la storia di Hunter Doherty Adams, l’ideatore della terapia del sorriso, la Clownterapia, anche se Adams non è d’accordo con questa definizione.

Per chi non ne avesse mai sentito parlare, la spiego riportandovi le sue stesse parole:

Il vero Patch Adams
Il vero Patch Adams

«Lo humour è un eccellente antidoto allo stress. Poiché le relazioni umane amorevoli sono così salutari per la mente, vale la pena sviluppare un lato umoristico. Ho raggiunto la conclusione che l’umorismo sia vitale per sanare i problemi dei singoli, delle comunità e delle società. Sono stato un clown di strada per trent’anni e ho tentato di rendere la mia vita stessa una vita buffa. Non nel senso in cui si usa oggi questa parola, ma nel senso originario. “Buffo” significava buono, felice, benedetto, fortunato, gentile e portatore di gioia. Indossare un naso di gomma ovunque io vada ha cambiato la mia vita.»

E anche quella di molti pazienti, aggiungo.

Inutile dire che Adams dovette muovere i primi passi ostacolato dallo scetticismo dei colleghi, ma ad oggi questa pratica è piuttosto diffusa, anche in Italia.

Di cosa sto parlando?

Dei clown che animano le corsie degli ospedali. Molti di loro sono volontari, ragazzi che dedicano il proprio tempo libero ad alleviare le sofferenze dei degenti.

Ci sono diverse associazioni che se ne occupano nel nostro paese, basta fare una ricerca in internet e si apre un mondo.

Ma cosa fanno nello specifico? L’ho chiesto a S., una volontaria che ha gentilmente accettato di rispondere a qualche domanda.

Qual è il compito di un Clown?

Noi Clown cerchiamo di alleviare almeno per qualche ora situazioni di disagio, sia fisico che sociale, impegnandoci a regalare un po’ di buon umore.

E la vostra filosofia?

La positività, come solida base a un percorso difficile.

Come si diventa Clown? Immagino che non ci si possa improvvisare.

Assolutamente no, non ci si può improvvisare Clown. Ci sono molte regole da seguire, nonostante in apparenza possa sembrare che sia tutto improvvisato. Talvolta gli sketch lo sono, non il resto. Prima di andare “sul campo” è necessario fare un periodo di formazione. Bisogna tener conto che ci si rapporterà con persone che stanno soffrendo, quindi non è una situazione che si possa prendere alla leggera. Inoltre dobbiamo fare molta attenzione a non andare contro nessun regolamento, soprattutto quando interveniamo nelle corsie degli ospedali. Dobbiamo rallegrare la giornata dei pazienti, non creare problemi.

Quali sono i requisiti fondamentali per diventare Clown? Tutti possono farlo?

Bisogna essere persone solari e allo stesso tempo sensibili. Su due piedi può sembrare facile andare in una corsia, magari in pediatria, annodare qualche palloncino per farlo diventare un cagnolino, interpretare un paio di scenette e strappare un sorriso ai bambini, ma non sempre lo è.

A volte ci si trova in mezzo a realtà crudeli e per quanto dentro feriscano, bisogna avere la forza di non darlo assolutamente a vedere.

Quante associazioni ci sono in Italia?

Tantissime, non saprei nemmeno dirti quante.

(Proprio per questo motivo non è stata nominata l’associazione di cui S. fa parte, né è stato scritto il suo nome per intero. Questo articolo NON vuol essere uno spazio pubblicitario per un gruppo in particolare, ma una presentazione della Clownterapia)

Probabilmente tra di voi ci sarà ancora qualcuno scettico, ma ho fatto qualche ricerca e vi assicuro che i benefici del buon umore sono stati scientificamente provati.

La ricerca ha dimostrato che il riso incrementa la secrezione di sostanze chimiche naturali, catecolamine ed endorfine, che fanno sentire vivaci e in forma. Diminuisce invece la secrezione del cortisolo e abbassa il tasso di sedimentazione, il che implica una stimolazione della risposta immunitaria. L’ossigenazione del sangue incrementa e l’aria residua nei polmoni diminuisce. Le pulsazioni del cuore inizialmente diventano più rapide e la pressione del sangue aumenta, poi le arterie si rilassano, causando la diminuzione delle pulsazioni e della pressione. La temperatura della pelle si alza in conseguenza di una circolazione periferica maggiore. Quindi il riso sembra avere un effetto positivo su molti problemi cardiovascolari e respiratori.”

(Cit.: Capovolgere il mondo per rimetterlo in piedi, a cura di Salvioni G, EDUCATT Università Cattolica)

Quindi, signori, via quei musi lunghi e sorridete.

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *