In un pomeriggio di cazzeggio puro, la mia amica Anna e io abbiamo tracciato una mappa dei “misteri” dei telefilm e vorremmo condividerla con voi.

Avete mai notato che, più o meno, hanno in comune delle stranezze? Vediamo insieme quali sono.


1. Disumanità
. Nessuno mai che prepari il sugo. Che cosa mangeranno questi? Mistero. E nessuno mai che faccia pipì o stiri le camicie o debba assolutamente fare lo shampoo prima di uscire. O, peggio ancora, che si strucchi prima di coricarsi.

2. Facilità. Lei va a letto con lui, lui con lei, poi con il padre di lui, il fratello di lui, l’amica di lei, il vicino della casa al mare e di quella in montagna e mai nessuno che li lapidi sulla pubblica piazza. Nessuno ci fa una bella figura, concorderete, ma stanno tutti in ottimi rapporti.

3. Strani tonfi. È notte fonda, i lupi ululano in lontananza, e si sente un rumore in cantina. Che fai? Afferri la torcia e vai a controllare. Ma ndò vai? Manda tuo marito, che pesi quarantacinque chili, bagnata e con le pietre in tasca! Che poi se incontri il malfattore, o il mostro che sia, come reagisci? Per rabbonirlo gli punti la torcia in faccia e gli canti “Tanti auguri a te”?

4. Fragilità. Tutti i personaggi delle serie tv hanno teste fragili come il cristallo di Boemia e fontanelle rigorosamente aperte dalla nascita. Ruzzoli giù dalle scale perché sei inciampata per colpa della moquette? È coma. Sicuro e matematico. O aborto spontaneo. Io sono caduta mille volte dalle scale, e non mi si è mai scheggiata nemmeno un’unghia. (Tocco ferro: sia mai che alla fine mi rompo l’osso del collo!)

5. Irriconoscibilità. Dieci anni che non vedi qualcuno? Quel qualcuno ha cambiato pettinatura o montatura di occhiali? Perfetto, non lo riconosci nemmeno documenti alla mano. Emily Thorne aka Amanda Clarke docet.1

6. Parentela multipla. Nelle serie tv i parenti spuntano come funghi prataioli. Gli alberi genealogici dei personaggi sono qualcosa in continuo divenire: potrebbe sempre comparire dal nulla qualche altro ramo. Fratellastri, patrigni, matrigne, gemelli eterozigoti caduti sotto la culla della nursery e quindi persi per essere ritrovati dopo anni, cugini di quarto grado, ziastriEsistono?

7. Risurrezione. I personaggi muoiono e risorgono meglio dell’araba fenice. “Ma tu non eri morta in un incidente d’auto?” “Naaa, non ero io, quella era la mia gemella, tua zia Guendalina” “Ah. Beh, mamma, se vuoi del succo di frutta lo trovi in frigo, ora ti lascio che vado al doposcuola”.

8. Dono dell’ubiquità. Gli spostamenti dei protagonisti sono immediati, manco fossero super eroi dotati di teletrasporto. C’è da andare da Mistyc Falls ad Atlanta? Detto fatto. Da New York agli Hamptons? Rapidissimo. Io per andare al supermercato a comprare il latte devo sorbirmi un quarto d’ora di macchina. Nei telefilm, basta battere le ciglia e tac, ecco i personaggi sul luogo del delitto e tac, eccoli di nuovo a casa che si limano le unghie comodamente seduti sul divano.

Ma gli ultimi due misteri, siore e siori, sono fenomenali: i Cellulari e le Discussioni.

9. I telefonini dei personaggi delle serie tv sono:

  • A– sempre carichi, di credito e di batteria;
  • B-sempre raggiungibili 
  • C– indistruttibili.

Un casolare esplode e il vampiro ultrasecolare è sano e salvo. Lo stesso non dovrebbe valere per il suo smartphone, pensi. Ingenuotto! Quel cellulare squilla due secondi dopo la deflagrazione, perfettamente integro e con cinque tacche di ricezione. Il mio cellulare fa una caduta di venti centimetri e si spacca in mille pezzi, nelle serie televisive il telefonino finisce dentro un fiume di lava e quando ne esce funziona che è una meraviglia e aggiorna pure le app senza chiedere l’autorizzazione.

Altra chicca è il rapporto dei personaggi col cellulare. Ti chiamano e tu sai che è questione di vita o di morte, ma non rispondi, perché in quel momento ti stai grattando una verruca. O ancora, a telefonarti è il tuo acerrimo nemico, quello che ti ha tenuto un secolo dentro una bara con un pugnale conficcato nel cuore e che ti ha ucciso la famiglia, il gatto, la portinaia e la maestra dell’asilo. Che fai? Ma è ovvio! Rispondi dopo mezzo squillo. “Drin! Sì, chi è? No, non mi disturbi affatto. Che dici? Salvare il tuo canarino? Un attimo e sono subito da te”.

10. Le discussioni serie, per intenderci, quelle in grado di mandare in guerra una nazione. Al bar, in trattoria, nella sala d’attesa dell’ospedale o alla centrale di polizia. I personaggi delle serie tv parlano di tutto, TUTTO, OVUNQUE, esistenza dei vampiri e delle streghe, crimini commessi, omicidi a sangue freddo, con un candore e una tranquillità degne del Mahatma Gandhi. Loro non temono di essere sentiti da orecchie indiscrete o di essere smascherati da qualche astante temerario, stile “Ehi, tu, di cosa vai blaterando?”. Non parlano con fare furtivo, che ne so, magari guardandosi ansiosamente attorno, non bisbigliano, non abbassano nemmeno la voce. Discussione tipo. “Ho ucciso io Suor Giuditta” confessa all’amica accanto a lei. “Un etto di prosciutto crudo, per favore” dice calma al salumiere. “Sono centocinquanta grammi, che faccio? Lascio?”.

Dentro una serie televisiva, lo so, io non durerei un giorno.
E voi, quali altre stranezze avete notato? Scrivetemelo nei commenti.

Alessia Garbo.

  • 28
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
    28
    Shares

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *