Ho scritto un articolo sull’8 Marzo, che trovate qui, per rendermi conto solo dopo che mancano dei passaggi, che il pezzo rimane in superficie, e non riesce neanche a grattare la vernice della metà di cielo in cui sono nata. Sì, ok, le donne. Secondo una stima del 2015, cento ogni centodue uomini.

Siamo d’accordo che nascere donna ancora oggi e in determinati Paesi rappresenta una maledizione. Ho detto che va bene festeggiare la Giornata internazionale nel modo in cui si preferisce, facendo chiasso in un locale oppure restandosene a casa. Ma perché? Non vi ho spiegato niente. Però sono qui per questo.

È la puntata zero di una nuova rubrica, che spero di aggiornare con costanza: Rosa in shots.

Sapete che cosa mi succede quando rivelo di essere femminista? Facce sconvolte, potenziali pretendenti che fuggono, commenti “Ma quindi tu odi gli uomini?”… Il 90% delle volte mi attiro addosso ostilità e confusione. Questo perché spesso la parola femminismo viene ritenuta un sinonimo di maschilismo, come a dire “È la rivincita delle donne, i maschi ora devono morire tutti”. No e no.

Il vocabolario ci viene in soccorso: FEMMINISMO, sostantivo maschile.

Storicamente, il movimento diretto a conquistare per la donna la parità dei diritti nei rapporti civili, economici, giuridici, politici e sociali rispetto all’uomo.

Niente di strano, vero? Nulla di preoccupante. Tutto legittimo, mi pare, non essere apostrofate malissimo se andiamo a letto con qualcuno mentre un uomo sarebbe etichettato come figo, percepire lo stesso compenso del nostro collega uomo a parità di mansione, essere giudicate da un giudice allo stesso modo di un uomo, poter raggiungere posizioni di spicco, essere rispettate come persone e non semplicemente in qualità di madri, mogli, sorelle di. Esseri umani pari. Non uguali, nessuno vuole essere uguale a un altro e sappiamo di essere tutti diversi, ma sullo stesso piano. Nessuno odia nessuno. Nessuno vuole che nessuno muoia. Anzi, il femminismo sa essere inclusivo.

Siamo altrettanto consci di non avere ancora raggiunto la parità, sappiamo di avere davanti a noi molti anni di lotte, anche qui nel fortunato ed emancipato Occidente. Battaglie pacifiche, certo, ma come dico spesso “La consapevolezza è tutto”.

Più avanti vi spiegherò come ogni giorno può essere l’8 Marzo. Vi svelerò arcani misteri su chi dovrebbe pagare la cena, i colori e i giochi da femminucce e da maschietti, vi dirò chi ha il dovere di aiutare in casa, vi chiarirò termini strambi come glass ceiling e catcalling. Non oggi però.

Oggi mi limiterò a dire che se siete per la parità dei sessi, allora sì, siete femministi. Anche se siete nati col cromosoma Y.

Alessia Garbo

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