Una storia che potrebbe essere quella di ognuno di noi, nella quale rispecchiarsi perché la situazione vissuta da Didi e Alex è anche la nostra: la pandemia che ci ha chiusi tutti in casa per settimane, e che non è ancora un momento che abbiamo superato. “Appuntamento in terrazzo” di Felicia Kingsley è un novella divertente, romantica, che con freschezza ci induce a riflettere su noi stessi e su ciò che ci circonda… Inoltre, i proventi saranno devoluti all’Ospedale Policlinico di Modena.

Quando il discorso del Premier in pochi minuti ci ha rinchiusi nelle nostre case, senza possibilità di uscire se non per motivi di salute o per acquistare beni di prima necessità, le reazioni sono state le più disparate: c’è chi ha quasi provato sollievo, chi si è chiuso in muta rassegnazione, chi ha pensato di scappare come se il virus fosse qualcosa da cui poter sfuggire cambiando regione – non pensando che l’assembramento in treni stipati avrebbe aumentato il contagio – chi è corso al supermercato per comprare quintali di farina, lievito e carta igienica nonostante le rassicurazioni che “i beni di prima necessità” non sarebbero mancati.

Sono state settimane di terrore, espresso in maniera differente, ma comunque presente in ognuno di noi. Anche in chi taceva e si dilettava a preparare torte, pizze, pane fresco fatto in casa e poi persino il lievito madre, quando quello di birra era diventato introvabile. Al tempo stesso c’erano uomini e donne in corsia, divenuti veri eroi, che per settimane senza riposare si sono ammalati e molti di loro purtroppo hanno  perso la propria vita per salvare quella degli altri, dei tanti contagiati ricoverati in reanimazione. “Appuntamento in terrazzo” nasce con il nobile scopo di devolvere i proventi all’Ospedale Policlinico di Modena.

Appuntamento in terrazzo Felicia Kingsley

Titolo: Appuntamento in terrazzo.
Autore: Felicia Kingsley.
Genere: Novella.
Editore: Newton Compton.
Data di pubblicazione: 20 aprile 2020
Link d’acquisto: Amazon.

Trama: 

“Rimanete a casa, rimanete a casa”, si sente urlare dagli altoparlanti delle uniche auto che circolano per le strade deserte di Milano. La vita congelata nel momento del lockdown ha colto tutti impreparati. Ma alcuni di più.

È il caso di Alex che, nel momento in cui il Governo annuncia la quarantena nazionale, si ritrova in isolamento con quella che da poche ore è diventata la sua ex, l’ultima persona con cui vorrebbe condividere l’aria. A distanza di una parete, nell’appartamento accanto al suo, c’è Didi, tornata a casa dei suoi per una breve visita, rimasta ostaggio della sua chiassosa famiglia: una madre complottista dipendente dai social, un padre drogato di lavoro che ha trasformato la casa in un ufficio, una sorella diciottenne aspirante influencer con cui è costretta a dividere la camera e un nonno nostalgico. Per Alex e Didi la situazione è soffocante e, privati dei propri spazi, non resta loro che un posto per trovare un attimo di pace: il terrazzo. Le vite di Alex e Didi s’incrociano in un momento di emergenza e, quello che nasce come un incontro inaspettato, diventa un piacevole appuntamento quotidiano. È possibile che un’amicizia nata in una situazione ai limiti del reale possa trasformarsi in qualcosa di più? 

Recensione:

La storia tra Didi e Alex è una ventata di leggerezza in un momento storico senza dubbio pesante. Mette in luce tutte le dinamiche che sono accadute nelle prime settimane di quarantena, quando pur di abituarci al nostro nuovo status ci siamo inventati di tutto, ci siamo dati alla cucina, abbiamo pulito casa da cima a fondo ritrovando reperti adolescenziali che giacevano sereni e impolverati da anni, abbiamo guardato il più alto numero di serie tv contemporaneamente mai registrato in precedenza. Abbiamo condiviso post, ricevuto/inviato cantene di sant’Antonio come nel lontano fine anni novanta inizi duemila, qualcuno ha riesumato i ferri da calza, ci siamo rapportati ai nostri familiari con i quali condividiamo l’appartamento molto più di quanto avremmo fatto in condizioni di normalità: vedendola da un punto di vista positivo, la quarantena ha ristabilito l’ordine delle priorità. Di quelle che dovrebbero essere sempre le nostre priorità, e che non sono lo smartphone, il computer, i social.

Didi e Alex hanno rivalutato le loro vite affaciandosi da un terrazzo, hanno riscoperto legami, mancanze, ricordi, nostalgie come abbiamo fatto noi. Hanno ripercorso il loro cammino fino a quel momento e preso decisioni per l’avvenire, scelte coraggiose che, forse, avrebbero richiesto più tempo se il mondo avesse contiunuato il suo ritmo convulso e loro con lui. Attraverso piccoli aneddoti io credo che Felicia Kingsley ci abbia raccontato un po’ di sé, della sua quarantena, della sua adolescenza, regalandola ai due personaggi di “Appuntamento in terrazzo” distribuita un tanto ciascuno. Questa storia fa dunque sorridere, è divertente, c’è romanticismo ma soprattutto spinge il lettore a soffermarsi, a riflettere su se stesso e su quello che lo circoda. Ed è questo che ogni buon libro deve fare.  

«Quando è stata l’ultima volta che sei uscito dalla tua comfort zone?»

«Un giorno, quando sono uscito in terrazzo e mi sono messo a parlare con una sconosciuta».

Aver letto solo adesso questo romanzo ha fatto riaffiorare alla mia mente tutte le sensazioni provate nelle prime settimane di quarantena: il senso di impotenza, la paura, quel cercare i sintomi tipico di chi soffre di ipocondria, la preoccupazione per i miei cari che a quel momento vivevano ancora in Sicilia a troppi chilometri, per mio marito che lavora all’interno di una azienda e al tempo stesso il timore che quel lavoro potesse perderlo. Il dispiacere nel non potersi recare dagli affetti d’età più avanzata, sapendo però che quella distanza solamente fisica sarebbe servita per garantire il loro benessere. Sono trascorsi mesi e forse, per alcune persone, tutto questo rappresenta già il passato… Una situazione che abbiamo vissuto e superato ma non è effettivamente così: il virus circola ancora, seppure minori rispetto a prima ogni giorno si registrano nuovi casi, indossare la mascherina e rispettare le misure di sicurezza è necessario! Fatelo per voi stessi e per tutte le persone a cui volete bene: la movida, intesa come prima del virus, può aspettare!

Torneremo ad abbracciarci, a ballare e a riempire le discoteche, a guardare i film al cinema ma serve ancora un po’ di tempo.

 

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