Un retelling moderno de “La Bella e la Bestia” tra castelli nella brughiera, cuori feriti e seconde possibilità.
Un castello immerso nella brughiera, un uomo che ha scelto il silenzio e una donna che arriva per lavoro ma si trova davanti a qualcosa che non aveva previsto. Once Upon a Beast di Belle Landa rilegge in chiave contemporanea la fiaba de La Bella e la Bestia, costruendo una storia romantica che parla di rinascita, fiducia e seconde possibilità.
L’atmosfera è quella delle grandi dimore inglesi: biblioteche polverose, corridoi silenziosi, scuderie, paesaggi battuti dal vento. Ma sotto la superficie gotica si muove un romance moderno, con trope riconoscibili — single dad, hate to love, age gap — inseriti in una dinamica emotiva che cresce con gradualità.

Titolo: Once Upon a Beast
Autore: Belle Landa
Genere: Romance
Trama di “Once Upon a Beast”
Un castello nella brughiera.
Un proprietario burbero e solitario.
Una felicità che sembra essere stata bandita da stanze e corridoi.
Annabelle Clark è un’intraprendente agente immobiliare con una laurea in fisica teorica chiusa nel cassetto. Quando arriva a Hever Castle per concludere un affare per conto del viscido Gideon, si aspetta di trovare solo mura antiche e biblioteche polverose.
Invece trova Adam McKay.
Scostante, ruvido, apparentemente incapace di gentilezza, Adam non è una bestia… ma chi lo conosce potrebbe giurare il contrario. Eppure Annabelle sa vedere oltre l’aspetto selvatico, scoprendo un uomo dal cuore ferito e dall’animo buono.
Tra tomi pregiati, scuderie e una nuova famiglia, Annabelle riscopre la passione per la scienza, per se stessa e per un amore che non aveva programmato.
Ma i guai che credeva di aver lasciato a casa e quelli che minacciano Adam si abbattono su Hever Castle, mettendo tutto a rischio.
Riusciranno a lottare per il loro lieto fine?
Once Upon a Beast: recensione
Belle Clark è una protagonista interessante perché non è costruita sull’ingenuità, bensì sulla competenza. È brillante, razionale, capace di leggere le situazioni con lucidità. Eppure ha messo da parte una parte importante di sé: quella ragazza che aveva scelto la fisica teorica e che, per ragioni mai del tutto superficiali, ha cambiato strada. Il suo percorso non è solo romantico, è identitario. L’incontro con Adam diventa anche il pretesto per interrogarsi su ciò che aveva smesso di desiderare.
Adam McKay, dal canto suo, incarna l’archetipo della “bestia” in modo meno stereotipato di quanto ci si potrebbe aspettare. Non è crudele, è chiuso. Non è aggressivo, è difensivo. La sua ruvidità è una forma di protezione, e il romanzo lavora con attenzione nel mostrarne le crepe senza trasformarlo in una figura caricaturale.
La dinamica hate to love è costruita su scambi che alternano ironia e tensione, diffidenza e curiosità. Non c’è un momento netto in cui tutto cambia; c’è piuttosto una serie di piccoli spostamenti, sguardi, concessioni. È questo gradualismo a rendere la relazione credibile. Le loro esperienze pregresse influenzano il modo in cui reagiscono agli eventi e si espongono emotivamente, rendendo il confronto più maturo e meno impulsivo.
La scrittura è scorrevole, con dialoghi ben calibrati e una costruzione emotiva graduale. Non punta al colpo di scena, ma alla coerenza. La tensione nasce più dalle ferite interiori che dagli eventi esterni, e questo rende il percorso narrativo più intimo che spettacolare.
Atmosfera, retelling e punti di forza del romanzo
L’ambientazione è uno degli elementi più riusciti di Once Upon a Beast.
Hever Castle, immerso nella brughiera, è un luogo che condiziona i personaggi, amplifica le loro chiusure e rende più intensa ogni evoluzione emotiva. Le stanze silenziose, le biblioteche, le scuderie e gli spazi aperti battuti dal vento contribuiscono a creare un’atmosfera sospesa, quasi fuori dal tempo, che richiama l’immaginario della fiaba senza risultare artificiosa. Il retelling de La Bella e la Bestia funziona perché resta riconoscibile nei simboli ma si radica in una dinamica contemporanea.
Tra i punti di forza del romanzo si possono evidenziare:
- Una costruzione graduale della relazione, coerente con il trope hate to love
- Una protagonista femminile autonoma e credibile
- Un protagonista maschile complesso, lontano da stereotipi eccessivi
- Un equilibrio tra romance e percorso di crescita personale
- Un ritmo narrativo scorrevole, che privilegia l’evoluzione emotiva rispetto al colpo di scena
La storia non punta su tensioni drammatiche estreme, ma sulla solidità del percorso interiore. Questo rende la lettura piacevole e coinvolgente, pur mantenendo una cifra dolce e rassicurante.
A chi consiglio Once Upon a Beast
Once Upon a Beast è una lettura indicata per chi ama i retelling romantici che mantengono il cuore della fiaba ma lo traducono in dinamiche emotive contemporanee.
Lo consigliamo:
- A chi apprezza il trope hate to love costruito con gradualità, senza accelerazioni forzate
- A chi cerca un romance con ambientazione suggestiva, tra castelli e atmosfere da brughiera
- A chi ama le storie in cui la crescita personale procede insieme a quella sentimentale
- A chi predilige protagonisti adulti, con ferite credibili e responsabilità concrete
- A chi desidera una lettura dolce ma non superficiale, capace di parlare di vulnerabilità e seconde possibilità

Quattro stelle per una storia romantica ben costruita, con un retelling equilibrato e personaggi che evolvono con credibilità. Once Upon a Beast conferma la capacità di Belle Landa di raccontare l’amore come percorso di consapevolezza, senza perdere leggerezza e calore.

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