Gli arrosticini sono degli spiedini di carne ovina di circa 25 cm, che vantano tantissimi anni di storia.
Tutt’oggi vengono preparati in occasione di moltissimi eventi, come ritrovi tra amici, cene estive all’aperto e soprattutto durante le feste religiose come Natale e Pasqua. Prepararli non è semplice come sembra, motivo per il quale con questo guida si andrà a dettare la procedura da seguire e ad indicare tutti gli accessori per i cuoci arrosticini.
Arrosticini abruzzesi – Ricetta e strumenti utili
Gli arrosticini, amati in tutto il mondo, vengono realizzati impilando su di uno spiedino, dei cubetti di carne di pecora (o montone castrato) di circa 1 cm per lato. La loro cottura però deve avvenire in una maniera specifica, evitando di utilizzare le comuni griglie per la carne alla brace. La preparazione tradizionale prevede l’impiego di strumenti come la “furnacella”, ovvero un particolare braciere di forma stretta e allungata, sul quale gli arrosticini possono essere riposti uno accanto all’altro, affiancati e rigirati velocemente senza difficoltà.
La forma di questo piano di cottura consente di arrostire la carne in maniera uniforme, evitando zone più crude e altre bruciate. Generalmente la cottura sulla furnacella non comporta l’aggiunta di condimenti, anche se a discrezione dei gusti personali possono essere usati olio, sale e pepe. Chi ama i sapori più corposi e piccanti può optare anche per del peperoncino tritato. Alcune scuole di pensiero sostengono che per insaporire maggiormente gli arrosticini è necessario prima marinarli in olio e pepe, aggiungendo rosmarino e limone se graditi. Ovviamente, agli strumenti utili per la preparazione di questo piatto si aggiungono le pinze di ferro per afferrare più velocemente gli arrosticini a fine cottura, i kit per fabbricare i cubetti di carne ed il carbone (solo di legna).
3 modi bizzarri per chiamare la “furnacella”
La furnacella, che come anticipato è il braciere sul quale vengono cotti gli arrosticini, può essere chiamata con diversi nomi, che spesso variano da zona e zona del territorio abruzzese. All’interno dei confini pescaresi ad esempio, viene chiamata “cociarruste”, mentre l’arrosticino nel dialetto del comune pescarese prende il nome di “j’arrusct’”, tanto che chi sta alla brace viene definito lo “j’arrester”. Chi invece vuole rimanere sui termini tecnici, meno locali, può ricorrere alla parola “canalina cuocispiedini”.
Tre nomi diversi quindi per uno strumento che rimane sempre uguale, generalmente realizzato in ferro o acciaio inox, dalla forma bislunga, ricoperto da una grata e con le pareti traforate (per la ventilazione). Le versioni più moderne sono anche dotate di un doppio fondo, in modo da favorire la circolazione dell’aria e facilitare l’espulsione della cenere. Il montaggio delle gambe è generalmente autobloccante a baionetta o fisso e per chi è solito trasportare la furnacella in giro per varie location, esistono anche i modelli totalmente smontabili o addirittura elettrici da usare in casa.
Ecco quindi che la preparazione degli arrosticini non è assolutamente lasciata al caso, ma necessita di strumenti ben specifici, da scegliere presso un rivenditore specializzato. Ovviamente la qualità del piatto preparato risiede comunque nella carne scelta, che deve essere acquistata da fornitori professionali e che garantiscono sempre prodotti freschi.

Tratto Rosa, dal 2015, è sinonimo di impegno e qualità editoriale. L’obiettivo è creare contenuti che riflettano una vasta gamma di interessi e passioni.
