Avete mai sentito parlare del pesce gatto Namazu che vive sotto l’arcipelago giapponese e del dio Kashima che lo sorveglia?

Mi sono imbattuta in questa credenza leggendo “Ballata malinconica di un vita perfetta”, della giapponese Emily Itami, di cui potete leggere la mia recensione QUI. Da lì, la curiosità di approfondire e condividere quello che ho imparato; in Italia il libro è edito da Mondadori, ed è uscito l’8 giugno 2021.

La leggenda di Namazu e del dio Kashima:

Posto al confine tra due placche tettoniche, il Giappone è caratterizzato da una elevata attività sismica e vulcanica causa di terremoti anche catastrofici. La popolazione è ormai abituata alle scosse frequenti, ma nonostante le scrupolose misure di sicurezza persiste un po’ di preoccupazione. La leggena del pesce gatto Namazu e del dio Kashima ha origine proprio da questo: è il motivo “non” scentifico che i giapponesi hanno trovato per un sottosuolo così irrequieto.

la leggenda di namazu e del dio Kashima

Al di sotto della crosta del Giappone vive una creatura mitologica: il pesce gatto Namazu

Secondo la mitologia giapponese, i continui terremoti non sono imputabili a nessun altro che al pesce gatto Namazu. Un pesce gatto dalle dimensioni ragguardevoli, per la verità, con una vigorosa e lunga coda che non si risparmi di agitare, causando vibrazioni e tsunami potenzialmente distruttivi,  se non fosse che il dio del tuono Kashima lo tiene a bada. Namazu dunque vive parecchi metri sottoterra, nel fango, legato a una pesante pietra controllata dal dio Kashima, che ne limita i movimenti e dalla quale tenta di liberarsi ogni volta che la divinità del tuono si distrae un secondo, dando poderosi colpi di coda causa di vibrazioni più o meno violente in superficie. 

Il mito di Namazu si è affermato nel 1855, quando un terribile terremoto colpì Edo, l’antica Tokyo. Secondo la leggenda, quel giorno il dio Kashima costretto ad allontanarsi dalla sua postazione – chissà cos’avra avuto di importante da fare! – affidò il pesce gatto gigante a un’altra divinità: Ebisu, detto “dio ridente”. L’allegro dio dei pescatori, dei lavoratori, e il guardiano della salute dei bimbi, nonché una delle sette divinità della fortuna, tuttavia non doveva essere molto affidabile!

Un bicchierino di troppo e un colpo di sonno, Ebisu si lasciò sfuggire il pesce gatto da sotto il naso. Namazu, libero da ogni sorveglianza, ne approfittò per dar slancio a tutto il suo estro distruttivo. Nonostante il suo potere devastatore, da quel momento Namazu è venerato come yonaoshi daimyojin (la divintà della riparazione del mondo). Il popolo giapponese, infatti, crede che niente sia  del tutto negativo, neppure lo stesso fenomeno dei terremoti che, come tutti i fenomeni della natura ha il suo motivo di essere. Namuzo ha dunque il compito di “riparare il mondo”, per portarlo verso una maggiore stabilità.

Dopo il terremoto di Edo comparvero diversi dipinti, raffigurazioni del pesce mitologico dove Namazu regna sempre al centro della scena. Le stampe venivano considerati amuleti di protezione contro le calamità. I namazu-e, ovvero le stampe, vennero poi utilizzati anche come strumenti didattici e per il mantenimento delle tradizioni popolari e delle leggende come quella di Namazu e il dio Kashima.  

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