“La corona del potere” è il nuovo, attesissimo romanzo di Matteo Strukul e fa parte de “La Saga Delle sette dinastie”.

Mi ero già piacevolmente imbattuta nella penna di Matteo Strukul (leggi la recensione qui) e devo dire che ne conservavo un piacevole ricordo, quindi perché non lanciarsi a capofitto su un nuovo volume?  Questa volta, con “La corona del potere”, lo scrittore ci parlerà di Carlo VIII e delle dinastie che sono chiamate a contrastare la sua discesa sulla nostra penisola.

La corona del potere

Titolo: La corona del potere
Autore: Matteo Strukul
Genere: Romanzo storico
Editore: Newton Compton Editori
Data di pubblicazione: 5 ottobre 2020
Link per l’acquisto: Amazon

Trama

1494. L’ombra di Carlo VIII si allunga come una maledizione sulla penisola italica. Intanto Ludovico il Moro ha da tempo usurpato il ducato di Milano. A Roma Rodrigo Borgia, eletto papa, alimenta un nepotismo sfrenato e colleziona amanti. Venezia osserva tutto grazie a una fitta rete di informatori, magistralmente orchestrata da Antonio Condulmer, Maestro delle Spie della Serenissima, mentre il re francese valica le Alpi e, complice l’alleanza con Ludovico il Moro, giunge con l’esercito alle porte di Firenze. Piero de’ Medici, figlio del Magnifico, la­scia passare l’invasore, accettandone le condizioni umilianti e venendo in seguito bandito dalla città che si offre, ormai prostrata, ai sermoni apocalittici di Girolamo Savonarola.

Mentre il papa si rinchiude a Castel Sant’Angelo, Carlo marcia su Roma con l’intento di saccheggiarla, per poi mettere a ferro e fuoco Napoli e reclamare il regno nel nome della sua casata, gli Angiò. L’inesperto Ferrandino non ha alcuna possibilità di opporsi. In un’Italia sbranata dal “mal francese”, che dilaga come un’epidemia mortale, convivono lo splendore del Cenacolo di Leonardo da Vinci e l’orrore della battaglia di Fornovo; le passioni e la depravazione del papa più immorale della Storia e le prediche apocalittiche di un frate ferrarese che finirà bruciato sul rogo…

Matteo Strukul

Recensione:

Quasi sicuramente Matteo Strukul lo ricordate come l’autore de “I Medici”, tuttavia se non lo avete mai sentito nominare prima di oggi, vi suggerisco di procurarvi uno dei suoi tomi, del peso di un fermaporta, e di leggerlo. Parliamo di un autore da 800.000 copie, pubblicato in più di venticinque Paesi. Un’eccellenza italiana, insomma. Vi rimando a un’altra delle nostre precedenti letture, che trovate QUI

“I Savoia lo consideravano un alleato. Il Moro lo aveva accolto a braccia aperte. Venezia era rimasta a guardare. Gli Aragonesi erano stati annichiliti a Rapallo. E ora, lui? Tutti lo definivano un vigliacco”.

In “La corona del potere” ho ritrovato lo stile che avevo avuto modo di apprezzare in “Casanova”. I fatti realmente accaduti, quelli che possiamo trovare nei libri di storia e su Wikipedia, si mescolano al sapiente adattamento narrativo di Matteo Strukul.
Non sono affatto un’esperta di ricostruzioni storiche, leggo romanzi storici come questo per mero piacere personale, però non mi pare di aver intravisto dei falsi storici. Persino le armi citate credo esistessero già tutte nel 1494, anno in cui è ambientato il romanzo. Anno della discesa del Re francese Carlo VIII sulla penisola italica.

“Contemplare la natura era la ricompensa più bella. La interrogava con lo sguardo, come aveva fatto da bambino insieme a suo zio. E ne riceveva sempre la risposta che cercava”.

Il narratore in La corona del potere è onnisciente, difatti i capitoli sono tutti raccontati in terza persona, con il POV che si sposta da un protagonista all’altro. Senza peli sulla lingua vi posso anticipare che il mio preferito è quello di Leonardo. Mi darete sicuramente ragione. Il registro narrativo è molto appropriato: il lessico è aulico ma rimane comprensibile. Ciò renderà di certo “La saga delle sette dinastie” accessibile a quanti più lettori possibile.

“Il sovrano francese era un uomo di straordinaria bruttezza: la grande testa pareva dondolare sulle spalle strette e cadenti, gli occhi scattavano come quelli di un rettile e la zazzera di capelli dal colore spento pareva una corona di fili di saggina…”

I dialoghi ricoprono una buona percentuale del testo. Ottimo l’uso della tecnica “show don’t tell”. Le descrizioni, come quella riportata poco sopra, sono accurate e assai godibili durante la lettura. Le scene di tensione si presterebbero benissimo a un riadattamento cinematografico. L’unica pecca che riesco a trovare è che mi è parso ripetitivo, ma questo solo perché per questioni organizzative ho letto  “La corona del potere” tutto d’un fiato, senza potermelo gustare come lettura pre-nanna, cosa a cui si presta perfettamente.

“Ma qualcuno deve pur far finta di essere il sovrano di questa città, non vi pare?, e mentre diceva così scaraventò l’elmo per terra. Cozzando sul marmo, il ferro della borgognotta fece un gran baccano. Il re sbiancò”.

Alessia Garbo

  • 7
  •  
  •  
  •  
  •  
    7
    Shares
  • 7
    Shares

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *