Una nuova ed emozionante storia d’amore con “La magia del ritorno”: il nuovo libro di Nicholas Sparks.

Nicholas Sparks mi piace. Ho letto molti dei suoi libri e ho visto anche tutti i film che sono stati estrapolati dalle sue pagine. “La magia del ritorno” mi mancava e devo anche ammettere che è passato un po’ di tempo dall’ultima volta che ho letto un libro firmato Sparks. Sapevo cosa aspettarmi, lo stile dell’autore è sempre lo stesso; romantico, fluido e coinvolgente.Le storie, per quanto differenti, hanno sempre qualcosa che le accomuna e possiamo dire che il modus operandi è pressapoco sempre lo stesso. Tuttavia ero curiosa ed emozionata come se lo stessi scoprendo per la prima volta.  Ho preso il libro a scatola chiusa, senza leggere la trama, affidandomi completamente a lui. E non mi ha delusa.

la magia del ritorno

Titolo:  La magia del ritorno
Autore: Nicholas Sparks
Editore:  Sperling & Kupfer
Genere: Romanzo rosa
Link d’acquisto:Amazon.

Trama:

Per Trevor Benson, i più bei ricordi d’infanzia sono legati alle estati trascorse a New Bern, nel North Carolina, dove il nonno gli ha insegnato a pescare, a prendersi cura delle api, e ha provato a spiegargli cosa vuol dire innamorarsi. È a lui che il nonno, recentemente scomparso, ha lasciato in eredità la vecchia casa di legno accanto al fiume, ed è proprio lì che Trevor decide di trasferirsi temporaneamente prima di iniziare una nuova vita. Rimasto gravemente ferito in Afghanistan, ha infatti dovuto abbandonare la professione di chirurgo e trovare una nuova strada. Se i segni sul corpo sono quasi spariti grazie a una lunga serie di interventi, nulla può cancellare però le ferite dell’anima.

In quell’estate sospesa tra un capitolo e l’altro della sua esistenza, due incontri inattesi giungono a sorprenderlo: quello con Callie, una ragazzina inquieta e sfuggente che sa qualcosa sulle circostanze misteriose della morte di suo nonno, ma è restia a dirgli la verità; e quello con Natalie, una giovane ed enigmatica poliziotta per la quale Trevor sente nascere un sentimento profondo, ma che sembra avere paura d’amare. Avvolto da una rete di segreti che non riesce a districare, Trevor decide di fidarsi dell’istinto, come gli consigliava sempre il nonno, e intraprende così una ricerca che lo porterà a cogliere il significato più profondo dell’amore e del perdono e lo ricondurrà al centro esatto del suo cuore. Perché a volte, per andare avanti, è necessario ritornare al punto in cui tutto è cominciato.

Recensione:

I romanzi scritti interamente dal punto di vista di un uomo mi hanno sempre affascinato. Non saprei dire perché, ma è così. Ho sempre pensato che se mai dovessi convincermi a scrivere un libro, il mio protagonista sarebbe di sesso maschile. Sicuramente una sfida, ma di certo mi appagherebbe di più. La magia del ritorno ha un unico POV ed è quello di Trevor Benson e scoprirlo mi ha elettrizzato. Trevor è un uomo distrutto dal passato: una bomba in Afghanistan ha distrutto il suo presente, la sua professione ed il suo futuro. Eppure non si è arreso. Ha raccolto i cocci della sua vita e nel rimetterli insieme si è reinventato. Quella che ci prepariamo ad accogliere e conoscere è una storia che racconta delle seconde occasioni e di come ci si può rialzare anche dalle cadute più dolorose.

La vita vi offre infinite possibilità di cambiare
direzione e, lungo il cammino, di crescere
e mutare; quando guardiamo nello specchietto
retrovisore, cogliamo istantanee di noi in alcuni
momenti della nostra vita che stentiamo a riconoscere.

Trevor è un personaggio che ha molto da raccontare e lo fa in prima persona rendendoci partecipi della sua storia, come se fosse seduto accanto a noi a raccontarcela. È un ex veterano divenuto invalido di guerra come medico della Marina in Afghanistan. La sua ripresa è lenta e dolorosa e non è stata facile: non solo a livello psichico, ma anche fisico. Trevor soffre di disturbo post-traumatico e ancora nel presente affronta la sua guarigione con l’aiuto di uno psichiatra. È un uomo attento, è un uomo che ha a cuore le altre persone ed un acuto osservatore: un uomo simile a suo nonno che non gli ha lasciato in eredità solo la casa e le api, ma anche le persone del luogo ed un mistero da risolvere. Il nonno, infatti, sul letto di morte prova a dire qualcosa al nipote e dalle sue parole confuse non è facile intuire a cosa si stia riferendo. Quelle frasi biascicate ed interrotte saranno un grande interrogativo non solo per il nostro Benson, ma anche per noi.

Perdonare non significa dimenticare, né smettere
di poter cambiare il passato. Principalmente significa
accettare l’idea
di non essere perfetti, perché
nessuno lo è.
E a tutti possono capitare
cose terribili

In questo modo Sparks indirizza “La magia del ritorno” su due strade differenti: da un lato troviamo l’inizio di un interesse amoroso, la voglia e il bisogno di rinascere e la forza di affrontare un dolore che caratterizzano la maggior parte dei suoi libri e poi troviamo una parte che potremmo definire “Giallo”, dove la risoluzione di un mistero avvolge il lettore rendendolo sempre più interessato e parte del romanzo. Partecipe. Non manca, perché non potrebbe mai mancare, il romanticismo, non manca l’amore, non manca l’emozione e la scoperta di un nuovo sentimento che cresce e mette radici nel cuore di Trevor e di Natalie. Non mancano le difficoltà ed i colpi di scena, non manca il dolore, non mancano le riflessioni sulla vita. In definitiva non manca assolutamente nulla.

Mi è piaciuta parecchio l’introduzione di un mistero da scoprire e ammetto che non l’ho trovato scontato. Callie è un personaggio al quale ti affezioni nell’immediato sebbene non sia presente ad ogni capitolo. Lei, però, rappresenta una parte importante della storia e, a mio avviso, anche la più interessante. Lo stile di Sparks è come sempre scorrevole. Uno stile che potrebbe essere paragonato alle ciliegie poiché una parola tira l’altra e arrivare a prendersi una pausa risulta davvero difficoltoso. Vorresti leggerlo di fretta senza pause.  L’unica pecca che mi sento di attribuirgli si riferisce al rapporto frettoloso tra Trevor e Natalie. Non sono mai stata una fan dell’instant love e trovare questo elemento nel loro avvicinamento l’ha reso troppo frettoloso, troppo irreale.

Linda.

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