“Namiko e i giardini di Kyoto” di Andreas Séché racconta il Giappone con gli occhi di chi lo ha vissuto, ma anche l’amore. Quello totalizzante, non scontato, difficile da trovare e per questo prezioso.
Un bel libro ambientato in Giappone, sui giardini tradizionali e la cultura orientale, “Namiko e i giardini di Kyoto” racconta di un amore quasi d’altri tempi, delicato, sussurrato, che nasce spontaneo, piano piano. La presa di coscienza di due individui, in questo caso di un uomo e di una donna, cresciuti ai poli opposti che eppure si attraggono. Il coraggio di lasciare le proprie certezze, cambiare vita per inseguire un amore unico e commovente.

Titolo: Namiko e i giardini di Kyoto
Autore: Andreas Séché
Genere: Narrativa contemporanea
Editore: Mondadori
Trama
Quando un giornalista tedesco di ventinove anni si reca in Giappone per un reportage sull’arte dei giardini, non può certo prevedere che questo viaggio cambierà la sua vita per sempre. Nel corso delle sue passeggiate nei giardini di Kyoto incontra infatti la misteriosa e sensibile studentessa Namiko, custode di un rapporto intimo con la natura, e ne rimane immediatamente affascinato. Ascoltandola ripercorrere l’arte millenaria che rende questi giardini spazi di meditazione e armonia, si rende conto che la donna sussurra e che il tono sommesso della sua voce regala alle parole un’intensità e un significato del tutto nuovi, in grado di toccare le corde più profonde dell’anima.
Namiko sussurra non solo con le parole, ma anche con i gesti, lo sguardo e il tatto. Per il giornalista è solo il primo passo di un lungo viaggio, dentro una cultura celata nei caratteri della scrittura e nei tradizionali kúan che il protagonista inizierà a comprendere con l’aiuto del padre di Namiko. Finché una notte, seduto al fianco della giovane donna nel “giardino dei sospiri alla luna” ad ascoltare la melodia di un flauto tradizionale, si troverà a dover prendere una decisione difficile e da cui non potrà tornare indietro.
Attraverso una storia d’amore unica e commovente che mette a confronto la mentalità occidentale con quella orientale, questo romanzo esplora l’eterno dilemma tra ragione e cuore, tra avere ed essere, trovando una risposta nella poesia.
Recensione
Si può lasciare tutto per amore? Ci si può sentire veramente a casa in un posto così lontano e così diverso da quello che per tutta la vita abbiamo chiamato ed è stata la nostra casa? La vita in Germania è molto diversa da quella in Giappone, trasferirsi a Kyoto è come nascere una seconda volta in un posto completamente diverso. Devi ricominciare tutto da zero. Imparare a parlare, a leggere, a farlo con il cuore oltre che con occhi e orecchie. Il protagonista cui ci mette di fronte Andreas Séché, l’autore di “Namiko e i giardini di Kyoto”, non immaginava che quel viaggio di lavoro gli avrebbe rivoluzionato la vita.
Forse è questo a rendere tale una persona, non solo iul suo corpo o la mente che lo abita, o la sua anima, non solo i suoi geni, i sentimenti e i ricordi. Forse una persona è fatta anche di ciò che la circonda. […] E per questo ci si sente frammentati quando si viene strappati dal proprio ambiente.
La storia è narrata completamente dal protagonista maschile, un ventinovenne giornalista tedesco arrivato in Giappone per studiare e scrivere un articolo sui tradizionali giardini. In uno di questi, incontra per la prima volta Namiko, una ragazza giapponese che cotn i suoi sussurri riesce a rubargli piano piano il cuore. Un amore che comporta di dover prendere una decisione importante, che richiede coraggio. Il coraggio che solo l’amore può darti.
Da questo romanzo ho imparato tante cose della mentalità e della cultura Giapponese che non conoscevo, e che mi rimarranno nel cuore. La storia scorre come quel fiume che i protagonisti di “Namiko e i giardini di Kyoto” amavano osservare in silenzio, piacevole e naturale. Segue il corso dell’innamoramento e della vita, coinvolgendo il lettore al punto che le descrizioni diventano quadri in cui camminare. Non solo quelle paesaggistiche ma anche dei sentimenti e delle emozioni che scaturiscono in chi narra.
Andreas Séché in poco più di centcinquanta pagine ha saputo raccontare due stili di vita, quello occidentale e quello orientale che diventano complimentari, e un amore unico e romantico, capace di scavare nel cuore del lettore e commuovere. Se avete voglia di una storia genuina e delicata, se siete curiosi di scoprire cos’è un kōan, se volete imparare qualcosa in più sulla cultura giapponese e i pittogrammi, vi consiglio assolutamente la lettura di questo libro.


Sono Cinzia, CEO e SEO Specialist di Tratto Rosa. Gestisco la strategia del sito e ottimizzo i contenuti per migliorarne la visibilità online.
