Il libro “Pet Sematary” di Stephen King non è solo un horror. È un libro che ci porta a riflettere e ci spinge a chiederci “e se ci fossi stato io al suo posto…?” E voi? Che scelte avreste fatto?

Titolo:  Pet Sematary
Autore: Stephen King
Editore:  Sperling & Kupfer
Genere: Thriller/Horror
Data di pubblicazione:  16 Aprile 2019
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Trama:

“La morte è un mistero e la sepoltura è un segreto”. Il dottor Louis Creed ha appena accettato l’incarico di direttore sanitario dell’Università del Maine, e con un certo entusiasmo: posizione di prestigio, magnifica villa di campagna dove Eileen e Gage, i suoi bambini, possono crescere tranquilli, vicini gentili e generosi in una cittadina idilliaca lontana dal caos metropolitano. Persino Winston Churchill, detto Church, il loro pigro e inseparabile gattone, sembra subito godere dei vantaggi della nuova situazione. Ben presto, però, la serena esistenza dei Creed viene sconvolta da una serie di episodi inquietanti: piccoli incidenti inspiegabili che coinvolgono i bambini, pericolosi e giganteschi camion che sfrecciano sulla superstrada proprio sotto casa Creed, incontri diabolicamente sorprendenti e, soprattutto, sogni. Sogni oscuri e terribilmente realistici che perseguitano Louis da quando ha visitato il Pet Sematary, il cimitero dove i ragazzi di Ludlow seppelliscono da sempre i loro animali domestici. Ufficialmente. Perché oltre quella radura, nascosto tra gli alberi, c’è un altro terreno di sepoltura, ben più terrificante. Un luogo carico di presagi e di richiami, spaventosi quanto irresistibili, provenienti da un altro mondo. Un luogo dove al dottor Creed toccherà una scoperta raggelante: a volte è meglio essere morti.

Recensione: 

La più grande riflessione che questo romanzo ci spinge ad affrontare è la seguente: “se avessi la possibilità di riprendermi dall’aldilà qualcuno che amo, che abbiamo perso prematuramente o in un modo ingiusto, cosa farei? Sfiderei la natura pur di riportarlo sulla terra, vivo, anche se non dovesse essere com’era prima?” È stata questa la domanda che più di tutte mi ha martellato nella testa, mentre sfogliavo una pagina dopo l’altra, ma non dall’inizio. Pet Sematary si svolge molto lentamente e ci sono dei piccoli dettagli seminati qua e là che è possibile cogliere totalmente solo alla fine del libro. Inizialmente sembra tutto normale: una famiglia che si trasferisce, un uomo e una donna che si amano e che hanno due bambini piccoli, ma di età differente, ed un gatto: Church. Iniziamo a vivere la loro quotidianità, conosciamo i loro vicini, e conosciamo il cimitero degli animali. Possiamo dire che ha inizio tutto da quella visita? Sì. 

Il Cimitero inizia ad essere un pensiero costante nella mente di Louis. Inizia ad essere IL posto a cui pensa di continuo, ma non è chiaro a lui, e nemmeno a noi, il motivo per cui ne sia così tanto attratto. Possiamo dire che lascia un segno nel nostro protagonista, abbastanza marcati e visibili attraverso dei sogni che sembrano tanti realistici da terrorizzarlo. Tuttavia per non spaventare la famiglia non ne fa parola con nessuno, tenendo questi episodi segreti.

Lo fai perché quel posto ti prende…
Le ragioni te le inventi e ti sembrano ottime…
ma lo fai soprattutto perché quel posto
all’improvviso diventa il tuo posto, ne
fai parte… e tu t’inventi le più belle
ragioni del mondo.

Trova conforto nel vicino di casa. Sempre pronto a raccontargli vecchi aneddoti, vecchie storie, vecchie dicerie con un fattore comune: la morte. Poi spetta a Louis decretare quante di queste storie siano vere e quante false. Posso anticiparvi, senza scivolare nello spoiler, che le storie raccontate dall’uomo sono davvero interessanti, ed una delle parti che ho maggiormente gradito del romanzo.

A quei tempi, non dovevi seguire un corso
per studiare la morte: ti veniva in casa
e ti diceva salve. Qualche volta cenava con
te e qualche volta sentivi che ti
mordeva il culo.

Più andiamo avanti con la lettura, la storia diventa sempre più avvincente e si inizia un vero e proprio studio sulla morte e su come le persone si pongono difronte ad essa. Conosciamo il modo diverso che ognuno dei personaggi  adotta per esorcizzare la morte o dimenticare, anche se alla fine dimenticare è impossibile. Il dolore si affievolisce, ma cosa succede quando non può diminuire?

Lo stile di King è sempre coinvolgente e la sua scrittura è sempre fluida e piacevole. Riesce a rendere possibile e credibile anche una realtà impossibile. Le ambientazioni e ogni attimo è ben descritto, ed ogni parola è al posto giusto: non è mai ripetitivo o pesante. L’unica critica che mi sento di muovere nei confronti del “Re” è legata a quelle situazioni che crea a favore di trama, ma alle quali poi non fornisce una spiegazione.  Più volte mi è capitato, leggendo i suoi libri, di aspettarmi una motivazione ad una particolare scelta, ma che poi non è stata fornita.  Tolto questo, “Pet Sematary” è un romanzo intenso e sorprendente.

Quello che ottieni a qualsiasi costo
ti appartiene, e prima o poi ciò che ti
appartiene torna da te.

Linda.

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3 Comments on “Recensione: “Pet Sematary” di Stephen King – Sperling & Kupfer.”

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