In un’era in cui tutto viene, condiviso, pianificato, esasperato, fotografato, in cui anche la prima comunione è diventata un’ottima occasione per un book fotografico da far invidia alle modelle dell’est Europa perché poter organizzare ogni evento come fosse un matrimonio Elisabettiano escludendo senza pietà i funerali?

Di tanto in tanto, spontaneamente, ispirati da un carattere particolare del defunto, capita di assistere a scende particolari ai funerali: il lancio di palloncini, una canzone particolarmente apprezzata dal caro che non c’è più, effetti scenografici per esorcizzare la morte prematura di un ragazzino che si spera possa continuare a vivere chissà dove, ma se tutto questo fosse frutto di un planning accurato?

Ebbene, è quello a cui pensa Max, protagonista di “Felicissime condoglianze”.

Rimasto sconvolto dalla prematura morte dei genitori, quando lui era solo un bambino, a causa di un incidente stradale, decide di esorcizzare l’accaduto non perdendosi neppure un funerale, finché non arriva l’idea: si improvviserà funeral planning.

E allora si assisterà a vestizioni singolari di defunti, canti fuori luogo e grandi festeggiamenti che nemmeno il diciottesimo della figlia di Trump!

Ma, facciamo un passo indietro… a chi storce il naso dinnanzi a questi sconvolgimenti, a chi guarderà persino il film, consentito da una dimensione franca che è quella della fantasia, a chi si accanisce contro gli sciacalli dei sentimenti e delle emotività, cosa si risponde?

Che là, dove si manifestano simili esasperazioni di vita, di spettacolarizzazione, detengono la colpa i fautori? Gli “sceneggiatori”? Oppure chi si fa consumatore ogni giorno di queste estremizzazioni di condivisione, spettacolarizzazione di vita privata, violenza di un’intimità che più si apre, più si perde?

Probabilmente qui non sono ancora arrivati i funeral planning che vestono il morto da sub, ma di esasperazioni se ne vedono tante, e allora, prima di storcere il naso, forse, dovremmo imparare ad essere dei coerenti e misurati consumatori di vita ed emozioni.

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