“Ombre d’acqua”, di Sara Scaranna, segna l’atteso ritorno della detective Rebecca Rubini in un caso che affonda le radici nel passato.

Sara Scaranna ci riporta nel mondo di Rebecca Rubini con Ombre d’acqua, un thriller che mescola atmosfere inquietanti e segreti sepolti da troppo tempo. Dopo Io sono il mare, la detective si ritrova a indagare su un delitto che trasforma la quieta campagna romagnola in un palcoscenico di misteri e rivelazioni sconvolgenti.

Copertina di “Ombre d’acqua” di Sara Scaranna. Una donna in abito rosso e con una pistola guarda una casa isolata nella nebbia.

Titolo: “Ombre d’acqua” – Le indagini della detective Rebecca Rubini (Vol. 2)
Autore: Sara Scaranna
Editore: Self Publishing
Genere: Giallo

Trama di “Ombre d’acqua”

Quando il corpo di Ruggero Ricci, operaio e padre di famiglia, viene ritrovato appeso come un macabro pipistrello ai ruderi di un antico mulino, lungo l’argine del Reno, la tranquilla campagna romagnola si trasforma nello scenario di un enigma inquietante. La detective Rebecca Rubini, con la sua capacità di scavare nelle pieghe più oscure della realtà, si trova di fronte a un caso che affonda le sue radici in segreti antichi e bugie recenti.

Questa volta, però, l’indagine non è la sua unica sfida. Rebecca si deve prendere cura di Jasmine, una bambina di sette anni che è rimasta sola dopo l’arresto della madre. Non è semplice per la detective “essere qualcosa di simile a una madre, anche se solo per poco tempo, quando per tutta la vita hai cercato di liberarti di ogni ricordo come figlia.”

Tra omicidi inquietanti, luoghi carichi di mistero e momenti di toccante introspezione, Ombre d’acqua trascina il lettore in una trama che intreccia suspense e umanità. Accompagna il lettore in un viaggio attraverso le pieghe più oscure della natura umana per dimostrare che la sfida più grande non è trovare la verità, ma imparare a vivere con essa.

“Ombre d’acqua”, recensione

Chi ha letto Io sono il mare sa che gli ingredienti per un giallo perfetto c’erano tutti. Ma sarà stato lo stesso anche con Ombre d’acqua? La risposta è un deciso sì.

Nonostante il tempo trascorso dalla prima indagine di Rebecca Rubini, Sara Scaranna riesce a riportare immediatamente il lettore nel suo mondo, rendendo semplice ricordare i dettagli chiave della storia personale della protagonista. Il suo stile avvincente e scorrevole permette di immergersi subito nella nuova indagine, che va ben oltre la semplice risoluzione di un caso. E del resto, “semplice” è un termine che non si addice affatto a Rebecca.

Un personaggio in evoluzione

Uno degli aspetti più interessanti di Ombre d’acqua è l’evoluzione di Rebecca Rubini. Se nel primo romanzo l’avevamo conosciuta come una detective impeccabile, rigorosa e apparentemente distante dalle emozioni, qui scopriamo un nuovo lato della sua personalità.

L’indagine si intreccia con una prova personale inaspettata: prendersi cura di Jasmine, una bambina di sette anni rimasta sola dopo l’arresto della madre. Questo evento costringe Rebecca a fare i conti con i suoi ricordi e con un passato che ha sempre cercato di rimuovere.

La trasformazione è graduale ma significativa. Pur restando riservata e concentrata sul lavoro, Rebecca inizia a rivelare una vulnerabilità che la rende ancora più umana e complessa. Jasmine diventa il catalizzatore di momenti di toccante introspezione, mostrandoci che dietro la corazza della detective c’è molto di più di quanto sembri.

l fiuto infallibile di Rebecca Rubini

Se qualcosa non cambia nel sequel di Io sono il mare, è il fiuto da detective di Rebecca.

Rebecca non si lascia mai ingannare dalle apparenze, nemmeno quando tutte le prove sembrano portare in una direzione. E di certo non si fida mai ciecamente di un uomo. “Sono tutti bugiardi e presuntuosi”, pensa spesso, e il commissario Salesi non fa eccezione. Forse lo considera troppo emotivo? Di certo, tra loro il rapporto è sempre teso, fatto di diffidenza e scontri, ma anche di una sottile tensione che aggiunge dinamismo alla narrazione.

Le difficoltà non fermano Rebecca, nemmeno quando il terreno diventa letteralmente fangoso sotto i suoi passi. Perché, che si tratti di indagini o di stile, le sue iconiche Louboutin non conoscono ostacoli.

Suspense, colpi di scena e una scrittura che conquista

Sara Scaranna conferma il suo talento nel costruire thriller avvincenti, con una scrittura fluida e mai banale. Il lettore si ritrova immerso nella storia, vivendo il caso fianco a fianco con Rebecca e cercando di intuire il colpevole prima di lei.

Ogni dettaglio sembra nascondere qualcosa di più profondo, ogni pagina è carica di suspense. Ma il vero punto di forza del romanzo è la capacità dell’autrice di creare una connessione tra il lettore e la protagonista, facendo sì che l’indagine diventi anche un viaggio emotivo.

A chi consigliamo Ombre d’acqua (e la serie con Rebecca Rubini)?

Se non avete ancora letto Io sono il mare, potreste chiedervi se valga la pena iniziare la serie di Sara Scaranna. La risposta dipende da cosa cercate in un giallo, ma se amate le storie ricche di suspense, atmosfere suggestive e protagonisti complessi, allora Ombre d’acqua è il libro perfetto per voi.

Ecco chi dovrebbe assolutamente leggerlo:

  • Chi ama i gialli psicologici con un forte sviluppo dei personaggi. Se vi piacciono i thriller che vanno oltre il semplice mistero e scavano nella mente dei protagonisti, questo romanzo fa per voi. L’indagine si intreccia con il passato di Rebecca Rubini, rendendo la storia ancora più intensa e coinvolgente.
  • Chi apprezza detective fuori dagli schemi. Rebecca non è una semplice investigatrice: è determinata, intuitiva e con un carattere spigoloso che la rende realistica e affascinante. Se cercate una protagonista forte, ma anche umana e sfaccettata, amerete seguirla in questa nuova indagine.
  • Chi vuole un giallo ambientato in Italia con atmosfere noir. La campagna romagnola si trasforma in un luogo pieno di ombre e segreti. L’ambientazione gioca un ruolo fondamentale nel creare la giusta tensione narrativa, perfetta per chi ama i noir con un forte legame al territorio.
  • Chi cerca un thriller con una scrittura scorrevole e avvincente. Sara Scaranna ha uno stile diretto e coinvolgente, capace di tenere incollati alle pagine. Il ritmo è serrato, con colpi di scena ben dosati, ideale per chi ama i gialli che non concedono pause.

A chi potrebbe non piacere?

  • Se preferite gialli classici con una struttura più tradizionale, Ombre d’acqua potrebbe sorprendervi per il suo taglio più psicologico e introspettivo.
  • Se non amate i romanzi in cui il protagonista evolve da un libro all’altro, potreste trovare meno immediata la lettura senza aver conosciuto Rebecca Rubini nel primo volume.

Con Ombre d’acqua, Sara Scaranna non solo conferma la sua abilità nel genere giallo, ma arricchisce la narrazione con una profondità psicologica che rende il romanzo ancora più coinvolgente.

Suspense, personaggi sfaccettati e colpi di scena dosati con maestria: un thriller che si legge tutto d’un fiato e che consacra l’autrice come una delle voci più promettenti del panorama noir italiano.

Valutazione a 5 stelle

Fabiola Criscuolo