Onyx Storm segna un punto di svolta nella saga: tra alti e bassi, il finale è un colpo al cuore.
Intrighi, battaglie e scoperte: Onyx Storm di Rebecca Yarros aggiunge nuove sfide all’universo di The Empyrean e prepara il terreno per un quarto volume esplosivo.

Titolo: Onyx Storm (3° volume)
Autore: Rebecca Yarros
Editore: Sperling & Kupfer
Saga: The Empyrean
Genere: Romatasy
Trama di Onyx Storm
Dopo aver trascorso quasi diciotto mesi nell’accademia militare di Basgiath, Violet Sorrengail sa che non c’è più tempo per le lezioni. O per l’incertezza. La guerra è davvero iniziata e, con i nemici in avvicinamento e ormai infiltrati all’interno dei loro ranghi, è impossibile sapere di chi fidarsi.
Violet dovrà spingersi oltre le deboli difese di Aretia alla ricerca di alleati che possano schierarsi al fianco di Navarra. Il viaggio metterà a dura prova il suo spirito, la sua fortuna e la sua forza, ma è disposta a fare qualsiasi cosa per salvare ciò che ama – i suoi draghi, la sua famiglia, la casa che hanno ricostruito e lui. Anche se questo significa custodire un segreto così importante che potrebbe distruggere tutto.
C’è bisogno di un esercito. Di Potere. Di Magia. E di una cosa che solo Violet è in grado di scovare… la verità. Ma una tempesta si sta preparando all’orizzonte e non tutti riusciranno a sopravvivere alla sua collera. In contemporanea mondiale il terzo attesissimo capitolo della saga Fourth Wing.
Recensione
L’attesa di questo terzo volume è stata a dir poco snervante – e purtroppo le attese non sono ancora finite! – ma prima di passare alla recensione vera e propria di Onyx Storm, facciamo un attimo il punto della situazione.
Dopo il turbolento finale di Iron Flame, Onyx Storm riprende esattamente da dove ci eravamo lasciati, catapultando Violet e Xaden – e con loro tutto il mondo di The Empyrean – in una nuova fase del conflitto, fatta di tensioni sempre più serrate, alleanze precarie e scelte impossibili.
Se nei primi due volumi Rebecca Yarros aveva costruito un equilibrio perfetto tra azione, romanticismo e crescita personale dei personaggi, qui la narrazione prende una strada leggermente diversa. Il conflitto si allarga, il worldbuilding si arricchisce di nuovi dettagli e il tono si fa più maturo. Ma, come spesso accade nei capitoli di transizione, l’effetto è duplice: da un lato, la storia acquista profondità e sfumature inedite; dall’altro, il ritmo non è sempre incalzante come ci si aspetterebbe.
Quello che è certo è che Onyx Storm è un libro che fa parlare di sé. Non tutto scorre con la stessa intensità dall’inizio alla fine, ma quando l’autrice decide di premere sull’acceleratore – e soprattutto nel finale – il risultato è un colpo al cuore che lascia senza fiato.
Considerato quanto il mondo di The Empyrean sia strutturato e complesso, ha senso affrontare questa recensione per macro-argomenti, che analizzerò di seguito.
L’evoluzione dello stile narrativo di Rebecca Yarros
Chi ha letto Fourth Wing e Iron Flame sa che Rebecca Yarros non scrive semplici romantasy, ma vere e proprie montagne russe emotive. Con Onyx Storm, l’autrice mantiene il suo stile incisivo e coinvolgente, ma introduce alcune variazioni che non passeranno inosservate.
- Il ritmo cambia, e si sente. Se nei primi due libri l’azione e la tensione erano costanti, qui la narrazione si prende più tempo per costruire le dinamiche politiche e ampliare il worldbuilding. Ottimo per chi ama le trame ricche di dettagli, un po’ meno per chi si aspetta lo stesso livello di adrenalina dall’inizio alla fine.
- Meno azione frenetica, più introspezione. I personaggi si fermano di più a riflettere, a valutare le loro scelte e a soppesare le conseguenze. Da un lato, questo arricchisce il romanzo di nuove sfumature; dall’altro, in alcuni punti il lettore potrebbe sentire la mancanza di quel ritmo incalzante che aveva caratterizzato i volumi precedenti.
- I dialoghi sono più stratificati. Rebecca Yarros inserisce più sottotesti, più dilemmi morali, più momenti in cui i personaggi devono affrontare questioni più grandi di loro. Questo rende le interazioni più mature e intense, ma anche meno immediate rispetto ai battibecchi e alle tensioni elettrizzanti che avevano reso iconico Fourth Wing, il primo libro della Saga.
Insomma, Rebecca Yarros resta fedele al suo stile, ma lo modula diversamente. Se da un lato questo rende Onyx Storm più riflessivo, dall’altro alcuni lettori potrebbero trovarlo meno travolgente. Fortunatamente, il finale rimette tutto in discussione, riportando la narrazione a livelli di tensione che faranno dimenticare qualsiasi esitazione precedente.
L’espansione dell’universo di The Empyrean
Uno degli aspetti più affascinanti di Onyx Storm è il modo in cui Rebecca Yarros espande l’ambientazione, arricchendo la saga di nuovi dettagli, scenari e tensioni politiche. Se Fourth Wing ci aveva immersi nella brutalità dell’addestramento a Basgiath e Iron Flame aveva iniziato a svelare le crepe nel sistema, qui la narrazione si apre su una scala più ampia, portandoci oltre i confini conosciuti.
Le nuove fazioni e dinamiche di potere danno alla storia uno spessore maggiore, rendendo più evidente che il conflitto in corso non è solo una questione di battaglie e draghi, ma anche di strategie, alleanze fragili e decisioni che potrebbero ribaltare gli equilibri. Rebecca Yarros gioca bene con queste sfumature, rendendo chiaro che nessuno è davvero al sicuro e che in Onyx Storm il confine tra giusto e sbagliato è sempre più sottile.
“Io… non riesco a immaginare di non amarlo”.
“Non ho mai detto che devi smettere di farlo. Si può continuare ad amare qualcuno anche dopo averlo lasciato andare, ma devi stabilire quel limite oltre il quale dovrai farlo, altrimenti non perderemo soltanto lui, Violet”.
Tuttavia, questo ampliamento ha anche un effetto collaterale: in alcuni punti la narrazione rallenta per dare spazio a spiegazioni e nuove dinamiche. È il prezzo da pagare per una storia più ricca e strutturata, ma chi si aspettava lo stesso ritmo serrato dei primi due libri potrebbe trovarsi a desiderare qualche accelerazione in più.
Detto questo, quando l’azione torna in primo piano, il peso di tutto ciò che è stato costruito si fa sentire. La sensazione è che Onyx Storm stia preparando il terreno per qualcosa di ancora più grande e che le scelte fatte qui avranno conseguenze dirompenti nel prossimo volume.
Dinamiche, crescita e tensione tra i protagonisti
Il rapporto tra Violet Sorrengail e Xaden Riorson è sempre stato uno degli elementi più forti della saga The Empyrean, un equilibrio precario tra attrazione, sfida e un legame che si rafforza (e si complica) a ogni volume. In Onyx Storm, Rebecca Yarros porta la loro relazione a un nuovo livello, spingendoli oltre la semplice tensione romantica e costringendoli a confrontarsi con il peso delle loro scelte.
Violet non è più la cadetta inesperta che cercava solo di sopravvivere. Qui emerge in tutta la sua complessità: più forte, più consapevole, ma anche più segnata da ciò che ha vissuto.
Xaden è mio. Il mio cuore, la mia anima, il mio tutto. […] E io metterò sottosopra il mondo finché non troverò il modo di salvarlo.
E Xaden? Se pensavate di aver capito tutto su di lui… preparatevi a ricredervi. Il suo carattere enigmatico resta uno dei punti di forza della storia, ma in questo volume emergono nuove sfaccettature che rendono ancora più difficile definire fino a che punto sia disposto a spingersi per proteggere ciò che ama.
Un altro aspetto che spicca in Onyx Storm è il modo in cui Rebecca Yarros gestisce la tensione tra i due. I loro momenti insieme non sono solo scintille e sguardi carichi di significato, ma veri e propri scontri emotivi, dove desiderio e amore si intrecciano con il dubbio, la fiducia viene messa alla prova e ogni scelta sembra portare con sé conseguenze inaspettate.
“Sei l’unica persona al mondo che ha il potere di privarmi di ogni briciolo di controllo e l’unica con cui non posso permettermi di farlo.“
Le scene di passione? Più intense che mai, ma sempre funzionali alla storia. Non sono lì solo per il fanservice: ogni momento tra Violet e Xaden aggiunge un tassello alla loro evoluzione, mostrando quanto il loro rapporto sia diventato più profondo e complicato; ancora di più, sì!
Il ruolo dei personaggi secondari
Accanto ai protagonisti, anche i personaggi secondari continuano a evolversi, contribuendo a rendere Onyx Storm ancora più ricco di sfumature. Alcuni ricevono più spazio e riescono a brillare, mentre altri restano un po’ più in ombra rispetto ai volumi precedenti.
Tra le figure che emergono con maggiore forza troviamo Rhiannon, che si conferma un pilastro per Violet, non solo come amica, ma anche come presenza costante in un mondo che sembra cambiare a ogni pagina. Sawyer e Ridoc offrono momenti di leggerezza e complicità, bilanciando con intelligenza la tensione della trama, mentre Imogen e Garrick acquistano nuove sfumature, mostrando lati inediti del loro carattere e delle loro motivazioni.
E poi c’è Dain. Il suo ruolo resta importante, ma il suo sviluppo sembra più lento rispetto a quanto ci si potrebbe aspettare dopo gli eventi dei volumi precedenti. Anche Bodhi avrebbe meritato più spazio.
Rebecca Yarros gestisce bene le dinamiche di gruppo: amicizie, alleanze e tensioni non sono mai scontate. Ogni personaggio, per quanto secondario, porta con sé una battaglia personale, e la fiducia tra loro viene costantemente messa alla prova.
Nel complesso, in Onyx Storm il cast corale funziona e contribuisce a rendere più credibile il mondo di The Empyrean. Alcuni personaggi avrebbero potuto ricevere una maggiore attenzione, ma penso che, stando al finale di cui non scucirò una parola di troppo, il quarto volume potrebbe finalmente dare loro lo spazio che meritano.
Ora passiamo alle note dolenti, quelle vere: cosa convince di meno in Onyx Storm?
Pur essendo un capitolo fondamentale per l’evoluzione della saga, Onyx Storm presenta alcuni elementi che potrebbero lasciare i lettori con qualche perplessità.
Uno dei punti più evidenti è il ritmo della narrazione di cui ho già accennato, che in alcuni momenti rallenta più del necessario. La parte centrale del romanzo rallenta per dare spazio a nuove dinamiche, il che arricchisce la storia ma diluisce la tensione. Questo è dovuto in gran parte al viaggio degli esploratori, che pur avendo il merito di espandere lo scenario, diluisce l’intensità della storia con passaggi meno dinamici e qualche momento in cui l’azione sembra mettersi in pausa.
Un altro aspetto che lascia qualche dubbio è la gestione di certe rivelazioni e risoluzioni. Rebecca Yarros sa costruire suspense, ma alcune svolte narrative risultano troppo sbrigative rispetto alla tensione accumulata. Non sono veri buchi di trama, ma alcuni passaggi avrebbero beneficiato di uno sviluppo più graduale.
Detto ciò, nessuna di queste criticità compromette la qualità complessiva del romanzo. Se la parte centrale può risultare meno elettrizzante, il finale riporta tutto a un livello di intensità altissimo, lasciando il lettore con il fiato sospeso e mille domande; che mi tormenteranno fino all’uscita del quarto volume!
In definitiva, Onyx Storm è un libro da 5 stelle?
Onyx Storm, come dicevo, è un capitolo di transizione, ma nel senso più strategico del termine. Rebecca Yarros non si limita a far avanzare la storia: la espande, la complica e la prepara per un’esplosione narrativa che, con tutta probabilità, arriverà nel prossimo volume.
Se da un lato alcuni passaggi risultano meno travolgenti rispetto ai primi due libri, dall’altro questo terzo volume compensa con un approfondimento maggiore del mondo immaginario, della politica e delle dinamiche tra i personaggi. Il rapporto tra Violet e Xaden si fa più intenso e maturo, mentre il cast secondario, pur con qualche sbilanciamento, continua a dare profondità alla storia.
Ma è il finale a fare davvero la differenza. Quando tutto sembra stabilizzarsi, Rebecca Yarros ribalta la scacchiera, lasciando il lettore con il fiato sospeso e un senso di incredulità che richiede almeno due riletture per essere assimilato; e svariati minuti di riflessione con lo sguardo perso nel vuoto, ve lo garantisco!
Quindi sì, per me Onyx Storm è una lettura da cinque stelle meritate, non perché sia un libro perfetto, ma perché è uno di quelli che non si dimenticano facilmente. Se un romanzo riesce a far discutere, a far riflettere e a lasciarti con un’ansia da prossimo volume, allora il suo obiettivo l’ha raggiunto in pieno.
Riassumendo… Perché leggere Onyx Storm?
Se hai amato Fourth Wing e Iron Flame, Onyx Storm è una lettura obbligata. Ma non aspettarti un semplice seguito: questo terzo volume cambia le regole del gioco, espande il mondo di The Empyrean e prepara il terreno per qualcosa di ancora più grande.
Ecco perché vale la pena leggerlo:
- L’evoluzione dei personaggi è più matura – Violet non è più solo una cadetta che lotta per la sopravvivenza, ma una protagonista che deve confrontarsi con scelte difficili e con il peso della sua crescita.
- L’universo di The Empyrean si amplia – Nuove fazioni, alleanze e strategie entrano in gioco, rendendo il mondo di Rebecca Yarros più complesso e sfaccettato.
- Il rapporto tra Violet e Xaden raggiunge un nuovo livello – Tra fiducia, tradimenti e tensione palpabile, la loro relazione non è mai stata così intensa.
- Il finale è una bomba – Se pensavi di aver visto tutto, preparati: gli ultimi capitoli ribaltano ogni certezza, lasciando il lettore con la necessità di rileggerli più volte per assimilare il colpo.
Se cerchi un fantasy che non si limiti all’azione e al romance, ma che continui a crescere e a sorprendere, Onyx Storm merita un posto nella tua libreria.
A chi consigliamo Onyx Storm (e la saga The Empyrean)?
Se non hai ancora iniziato la saga di The Empyrean, potresti chiederti se valga la pena immergersi nel mondo creato da Rebecca Yarros. La risposta dipende da cosa cerchi in un fantasy, ma se ami le storie ricche di azione, emozioni forti e personaggi complessi, questa serie potrebbe essere perfetta per te.
Ecco chi dovrebbe assolutamente leggerla:
- Chi ama i fantasy con addestramento, sopravvivenza e competizione – Se ti piacciono storie come Hunger Games o Il Trono di Ghiaccio, dove i protagonisti devono affrontare sfide fisiche e strategiche per emergere, il primo volume di questa saga ti conquisterà.
- Chi adora i draghi e il legame con il loro cavaliere – Qui i draghi non sono solo creature leggendarie, ma veri e propri personaggi con una personalità ben definita.
- Chi cerca un romance che non sia solo un contorno – Il rapporto tra Violet e Xaden è uno degli elementi centrali della storia, con dinamiche intense e in continua evoluzione. Se ami i fantasy romantici che bilanciano tensione e profondità emotiva, troverai pane per i tuoi denti.
- Chi vuole una saga che mescoli azione, intrighi politici e colpi di scena – Dal secondo libro in poi, la storia si espande, diventando molto più di una semplice avventura in un’accademia.
A chi potrebbe non piacere?
- Se preferisci storie autoconclusive o senza cliffhanger, sappi che ogni volume lascia molte domande aperte.
- Se non ami i libri in cui il romance ha un ruolo importante, questa saga potrebbe non essere la scelta giusta per te.
Se questi elementi ti intrigano, allora è il momento di iniziare Fourth Wing! E se sei già arrivato a Onyx Storm, sappi che questo libro potrebbe lasciarti con più domande che risposte… ma anche con una voglia irrefrenabile di scoprire cosa accadrà dopo.
Per chi invece ha già letto Onyx Storm, ora non resta che attendere il quarto volume… e sperare di essere pronti per quello che Rebecca Yarros ci riserverà.


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